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Protesta dei tifosi blucerchiati contro dirigenza e proprietà

I tifosi della Sampdoria sfilano da Corte Lambruschini a Ferraris, urlando contro la dirigenza prima della sfida con la Virtus Entella.

Protesta dei tifosi blucerchiati contro dirigenza e proprietà

Nel pomeriggio di oggi, Genova è diventata il palcoscenico di una delle proteste più verbali della stagione. La tifoseria della Sampdoria ha lasciato il silenzio di un consueto raduno pre-partita per organizzare un corteo che parte da Corte Lambruschini e si dirige verso lo stadio Ferraris. Le strade del centro, da via Moresco al ponte Serra, sono state attraversate da migliaia di sostenitori, tutti legati da un unico slogan: «Liberate la Sampdoria».

Il percorso del corteo: da Corte Lambruschini allo stadio Ferraris

Il raduno iniziale è avvenuto intorno alle 16.45, con i tifosi riuniti davanti a Corte Lambruschini, punto di partenza simbolico scelto per la sua vicinanza al centro città e alla tradizione del quartiere. Da lì il corteo ha intrapreso la via Moresco, è passato per la zona di Sant’Agata e ha proseguito lungo il ponte Serra, dove sono stati appesi quattro striscioni con le immagini capovolte di Francesco De Gennaro, Jesper Fredberg, Tey e Walker, ciascuno contrassegnato da una X sul volto. La marcia si è poi snodata verso via del Piano, per giungere infine all’ingresso di Ferraris, dove il fischio d’inizio era previsto alle 19.30.

Dettagli sui cartelloni e gli effetti scenici

Durante il cammino, i manifestanti hanno lanciato piccole esplosioni di petardi e acceso fumogeni, creando un’atmosfera carica di energia. Gli striscioni più vistosi recitavano slogan come «Liberate la Sampdoria» o, in tono più diretto, «Tey, sei il capo dei cog…», puntando a far emergere il malcontento verso la proprietà. In totale, quattro pannelli sono stati fissati sul ponte Serra, tutti raffiguranti i volti dei dirigenti capovolti e marcati da una X, simbolo di rifiuto e di richiesta di cambiamento.

Le richieste dei tifosi e il bersaglio della protesta

La folla non ha cantato in favore del team né ha pronunciato cori a supporto dell’allenatore Lorenzo Ariaudo. Il silenzio sportivo è stato sostituito da un grido politico: la domanda centrale è «Liberate la Sampdoria», espressione di una frustrazione che va oltre il risultato di una singola partita. I vertici puntati dal corteo includono il presidente Francesco De Gennaro, l’amministratore delegato Claudio Morelli e il dirigente sportivo Jesper Fredberg. I tifosi attribuiscono loro la responsabilità di una gestione societaria ritenuta distaccata dai bisogni della tifoseria.

Il messaggio è stato anche rinforzato da una precedente azione provocatoria: alcuni giorni prima è comparso del letame davanti all’abitazione di Fredberg, segnalando una tensione che stava crescendo tra i sostenitori più accaniti e la dirigenza. Questo episodio ha accentuato il tono di denuncia che, nel giorno odierno, ha trovato la sua massima espressione nella marcia verso lo stadio.

Un evento che supera il mero spettacolo sportivo

Il fatto che la partita contro la Virtus Entella sia rimasta quasi in secondo piano rispetto alla manifestazione testimonia la profondità del dissenso. Il corteo ha avuto l’effetto di mettere in luce la disconnessione percepita tra la proprietà, indicata con il cognome Tey, e la base di tifosi, che si considera il vero cuore della squadra. Nonostante la presenza di petardi e fumogeni, la manifestazione è proseguita in un clima complessivamente pacifico, senza scontri con le forze dell’ordine.

Le autorità hanno monitorato il traffico, segnalando la presenza del corteo nelle zone di Brignole, piazza delle Americhe e via Canevari, e hanno adeguato la viabilità per garantire la sicurezza dei partecipanti e dei cittadini. L’evento, pur essendo una dimostrazione di dissenso, non ha impedito lo svolgimento della partita, che ha avuto luogo alle 19.30 come previsto.

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