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Funerali a Pegli per Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal dopo la tragedia alle Maldive

Genova si stringe alla famiglia di Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal: funzioni religiose a Pegli e approfondimenti investigativi in attesa degli esami tossicologici

Funerali a Pegli per Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal dopo la tragedia alle Maldive

La comunità genovese si prepara a dare l’ultimo saluto a Monica Montefalcone e a sua figlia Giorgia Sommacal, decedute durante una spedizione subacquea alle Maldive. I funerali si svolgeranno sabato 30 maggio alle 11 nella chiesa di San Francesco da Pegli, in via Salgari 2, con la celebrazione affidata all’arcivescovo Marco Tasca. La veglia si è tenuta nella stessa chiesa venerdì 29 maggio alle 21 con la recita del Santo Rosario.

L’accaduto del 14 maggio ha scosso non solo la famiglia ma anche l’ambiente accademico e subacqueo: oltre a Monica e Giorgia, persero la vita altri tre connazionali impegnati nella stessa immersione. Le autorità e gli specialisti continuano gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Le esequie e il cordoglio della comunità

La funzione funebre, di carattere privato, si svolgerà nel quartiere in cui la famiglia risiedeva da anni. Sul manifesto funebre si legge che “il mare che tanto amavano le ha abbracciate per sempre“, frase che riflette l’affetto della comunità verso madre e figlia. Monica era una figura nota non solo nell’ambito scientifico ma anche nella parrocchia locale, dove svolgeva il ruolo di ministro straordinario della Comunione.

Presenze e ricordi

All’ultimo saluto sono attesi familiari, colleghi dell’Università degli Studi di Genova, studenti e amici che nelle settimane successive alla tragedia hanno espresso vicinanza con messaggi e manifestazioni di cordoglio. L’ateneo ha pubblicato una pagina di ricordo per i docenti coinvolti, mentre associazioni ambientaliste e colleghi hanno sottolineato il contributo scientifico di Monica nella tutela degli ecosistemi marini.

Gli sviluppi delle indagini

Le autopsie eseguite in Italia non hanno fornito risposte definitive sulle cause del decesso: dagli esami preliminari non sono emersi segni evidenti di trauma violento o guasti all’attrezzatura. Per questo motivo gli inquirenti attendono i risultati degli esami tossicologici, che potrebbero chiarire se fattori chimici o anomale miscele respiratorie abbiano giocato un ruolo nell’accaduto.

Procedura e accertamenti

L’inchiesta, coordinata dalla Procura competente, procede con l’analisi delle evidenze tecniche e delle condizioni operative della spedizione. Verranno valutati anche aspetti organizzativi della missione, per comprendere se tutte le misure di sicurezza e le autorizzazioni fossero in linea con le normative internazionali per immersioni in grotta.

L’ipotesi più plausibile: disorientamento e asfissia

Secondo gli esperti coinvolti nel recupero, incluso il team finnico di Dan Europe che ha gestito l’operazione di recupero dei corpi, la dinamica più credibile è legata al disorientamento in una galleria sottomarina. I subavevano penetrato grotte nell’atollo di Vaavu, superando una prima caverna per inoltrarsi in un corridoio ristretto lungo circa 30 metri e alto circa 1,5 metri, per poi accedere a una seconda cavità.

La tragedia sarebbe avvenuta durante la fase di ritorno verso l’uscita: il movimento delle pinne potrebbe aver sollevato sabbia dal fondale, azzerando la visibilità. In quelle condizioni i sub avrebbero imboccato un cunicolo cieco e non sarebbero riusciti a orientarsi per riemergere, esaurendo l’aria nelle bombole fino alla perdita di conoscenza e all’annegamento. Questa ipotesi rimane al momento la più accreditata, in attesa delle conferme dei nuovi esami forensi.

Fattori ambientali e tecnici

Nel valutare la situazione si prendono in considerazione diverse variabili: la conformazione delle grotte, la presenza di sedimenti facilmente rimovibili, la profondità stimata dell’immersione (intorno ai 50 metri) e le caratteristiche della miscela respiratoria utilizzata. Tutti questi elementi saranno esaminati con attenzione dagli specialisti per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti.

Il dolore della famiglia e le parole del marito

Il marito di Monica, Carlo Sommacal, ha difeso pubblicamente la professionalità della moglie: ha ricordato le competenze di Monica, docente associata di Ecologia al Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita, sottolineando che non si trattava di una vacanza ma di una missione scientifica. Sommacal ha più volte affermato che sua moglie era tra i sub più esperti e che qualcosa di imprevisto deve essere avvenuto durante l’immersione.

La famiglia, la comunità accademica e gli amici attendono ora gli esiti tossicologici per avere risposte più chiare. Nel frattempo, la città di Genova e il quartiere di Pegli si stringono nel lutto, ricordando Monica e Giorgia per l’impegno verso il mare e per il legame che le univa.

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