La morte di cinque subacquei durante un’immersione in una grotta alle Maldive ha scosso comunità accademiche, paesi d’origine e famiglie. Nei giorni successivi al recupero dei corpi, celebrati funerali, avviate autopsie e sollevate domande sulla gestione dell’operazione da parte dell’ateneo coinvolto. I nomi delle vittime — Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino, il neolaureato Federico Gualtieri e la guida subacquea Gianluca Benedetti — sono al centro sia del cordoglio pubblico sia delle attività investigative.
I funerali e il cordoglio delle comunità
Le esequie hanno assunto valore simbolico oltre che privato. A Poirino, in provincia di Torino, si sono riuniti amici e concittadini per salutare Muriel Oddenino, 31 anni, ricercatrice del Distav dell’Università di Genova. Ai funerali hanno partecipato la famiglia e numerosi residenti del paese, mentre dal pulpito il celebrante ha ricordato l’impegno della giovane per le questioni ambientali e la fertilità dei suoli, evocando la sua passione per le profondità marine.
In Liguria, l’attenzione è stata rivolta soprattutto alla figura della professoressa Monica Montefalcone e della figlia Giorgia Sommacal. Dopo il rientro delle salme e le autopsie preliminari, la comunità di Pegli e l’università hanno organizzato veglie e un calendario di commemorazioni che sottolineano il ruolo della docente come punto di riferimento per studenti e colleghi.
Parole dai familiari
I parenti hanno espresso dolore e interrogativi. Il padre di Muriel ha evocato ricordi d’infanzia e la speranza che gli ultimi istanti siano stati sereni; la famiglia Montefalcone, assistita da legali, ha invece posto l’accento sulla necessità di chiarire il legame tra la missione scientifica e l’istituzione universitaria. Le manifestazioni di affetto da parte di studenti e amici hanno accompagnato le cerimonie, mettendo in luce anche gesti concreti di solidarietà.
La reazione dell’Università e la questione dei profili online
L’Università di Genova ha spiegato che i profili accademici di Monica Montefalcone e Muriel Oddenino non sono stati cancellati manualmente, ma sono stati «rimossi dal sistema in automatico» dopo l’inserimento della data del decesso. L’ateneo ha sottolineato che si tratta di una procedura informatica standard che impedisce la pubblicazione del profilo personale nella rubrica di Ateneo, assicurando però che gli archivi e le banche dati scientifiche rimangono accessibili secondo le norme vigenti.
Questa spiegazione non ha però placato del tutto le famiglie, che con l’assistenza di avvocati hanno chiesto chiarimenti più approfonditi. I congiunti di Montefalcone e di Gualtieri hanno dichiarato che i loro cari partecipavano a una crociera scientifica autorizzata e che pertanto vanno chiariti i rapporti tra l’attività svolta e l’ente di appartenenza.
Impatto pubblico della rimozione
La scomparsa temporanea dei profili ha alimentato critiche e richieste di trasparenza: i familiari interpretano l’episodio come un segnale di distanza dell’istituzione, mentre l’ateneo respinge l’idea di una cancellazione volontaria. In ogni caso, il confronto tra famiglie, università e tribunali è destinato a proseguire nelle prossime fasi dell’inchiesta.
L’inchiesta giudiziaria e gli accertamenti tecnici
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e ha affidato alla procura di Busto Arsizio l’incarico per le autopsie effettuate all’ospedale di Gallarate. Tra i corpi già sottoposti a esame ci sono quelli di Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri; le autopsie su Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino sono state programmate nelle giornate successive.
Le indagini comprendono anche l’acquisizione dei filmati ripresi con action-cam e GoPro, recuperati insieme alle attrezzature dal team di soccorso finlandese che ha operato sul posto. Analisi tossicologiche e perizie sulle attrezzature respiratorie saranno cruciali per comprendere le cause del decesso, dato che le autopsie ad oggi non hanno evidenziato lesioni traumatiche significative.
Rogatorie internazionali e prove tecniche
La procura ha predisposto l’invio di un’anticipazione di rogatoria alle autorità maldiviane per ottenere gli atti d’indagine locali e le apparecchiature recuperate in superficie. L’esame delle telecamere e dei dispositivi di respirazione potrà fornire indizi decisivi sullo svolgimento dell’immersione e sull’eventuale presenza di errori nella preparazione dei miscugli di gas o nelle procedure operative.
Verso la chiarezza
Tra il lutto collettivo e la ricerca di responsabilità, la vicenda procede su due piani: quello umano, fatto di ricordi e commemorazioni, e quello tecnico-giudiziario, volto a stabilire cause e responsabilità. Le comunità di Poirino e Pegli continuano a manifestare vicinanza alle famiglie, mentre gli inquirenti lavorano per ricostruire con rigore i fatti avvalendosi di autopsie, consulenze tecniche e scambi internazionali di informazioni.
La speranza espressa dai familiari è che dall’accertamento emerga non solo una verità giudiziaria, ma anche indicazioni utili a prevenire tragedie analoghe in futuro, tutelando chi si dedica alla ricerca scientifica in ambienti complessi come le grotte subacquee.