Il Servizio Centrale Operativo ha coordinato una delle più estese azioni di contrasto alla criminalità giovanile mai realizzate nella città ligure. Nell’arco di poche ore, gli agenti della Squadra Mobile hanno perquisito hangar, bar, sale giochi e centri commerciali, focalizzandosi soprattutto sui famosi caruggi del centro storico, tradizionalmente considerati focolai di micro-criminalità.
Operazione a Genova: numeri e luoghi controllati
Nel territorio genovese sono stati identificati 402 soggetti, tra i quali 76 minorenni, e sono stati sottoposti a verifica trenta veicoli, diciotto esercizi commerciali e una struttura di accoglienza per minori stranieri non accompagnati. Gli scontri più significativi si sono verificati in sale scommesse, centri scommesse e all’interno delle stazioni ferroviarie, dove le forze dell’ordine hanno potuto intercettare gruppi di giovani intenti a scambiare droga o a orchestrare piccoli furti.
Arresti, denunce e sequestri
Lo sforzo ha portato all’arresto di sedici maggiorenni e alla denuncia a piede libero di ventitré adulti e sei minorenni. I reati contestati includono spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, rapina, furto in appartamento, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e uso indebito di carte di pagamento. Durante le perquisizioni sono stati rimossi circa un chilogrammo di cannabinoidi, due pistole scacciacani e due armi da taglio. Inoltre, le autorità hanno emesso otto sanzioni amministrative, cinque per detenzione di droga per uso personale e tre per stato di ubriachezza.
Il quadro nazionale: più di 100 squadre in azione
Il blitz genovese è solo una parte di una campagna su scala nazionale che ha coinvolto cento-sei squadre mobili e i relativi reparti di prevenzione crimine. In tutta Italia, le forze dell’ordine hanno controllato oltre 236.000 giovani, recando 575 arresti di maggiorenni, 69 di minorenni e denunciando ulteriori 1.695 ragazzi. I sequestri a livello nazionale hanno raggiunto quasi 70 kg di cocaina, 174 kg di cannabinoidi, 28 armi da fuoco e 210 armi bianche, insieme a quasi 270.000 euro in contanti e una molteplicità di oggetti rubati, tra cui gioielli d’oro, tablet e cellulari.
Monitoraggio digitale e ordine pubblico
Un elemento chiave dell’operazione è stato il monitoraggio di 1.115 profili social utilizzati per promuovere contenuti violenti. In Piemonte, tre account sono stati oggetto di richieste di oscuramento, mentre in Puglia le segnalazioni su Youpol hanno permesso di individuare diverse “crack house”. In Lombardia, a seguito dei disordini di ottobre 2026, le autorità hanno analizzato le chat dei telefoni sequestrati, ricostruendo le modalità organizzative dei fatti e adottando provvedimenti di daspo urbano e fogli di via.
Impatto sulla criminalità giovanile e prospettive future
Le cifre raccolte suggeriscono che l’azione coordinata stia rallentando la diffusione di attività illecite tra i giovani, ma gli esperti avvertono che la devianza si adatta rapidamente a nuove tecnologie e spazi di aggregazione. La continuità dei controlli, unitamente a programmi di reinserimento e a un più forte coinvolgimento delle istituzioni educative, sarà determinante per consolidare i risultati ottenuti. Per il momento, però, la risposta rapida e capillare della polizia ha inviato un segnale chiaro: la criminalità giovanile non troverà spazio né rifugio nei luoghi più frequentati della città.



