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Ritrovamento alle Maldive: Benedetti trovato nella stessa camera degli altri sub

Il ritrovamento di Gianluca Benedetti nella seconda camera della grotta alle Maldive è confermato da membri dell'equipaggio e raccolto nei verbali della polizia maldiviana; restano domande su chi ha autorizzato l'immersione e sulla responsabilità delle attrezzature.

Ritrovamento alle Maldive: Benedetti trovato nella stessa camera degli altri sub

La dinamica del recupero dei sub italiani nelle Maldive ha ricevuto nuove conferme: il corpo di Gianluca Benedetti non era nella prima cavità esplorata dagli operatori, ma nella seconda camera della grotta, la stessa in cui sono stati rinvenuti gli altri quattro sub. Questa ricostruzione proviene da testimonianze raccolte dalla polizia locale e dai membri dello staff di bordo che hanno partecipato alle operazioni di recupero.

Le dichiarazioni fornite agli inquirenti sono state poi trasmesse alle parti italiane competenti, aprendo un nuovo tassello nelle indagini su una tragedia che ha sollevato molte domande tecniche e giuridiche sull’organizzazione dell’immersione.

Chi ha recuperato i corpi e cosa hanno detto

I primi interventi per individuare e riportare in superficie il corpo di Benedetti sono stati effettuati da due membri dello staff della compagnia maldiviana che gestiva l’imbarcazione: Diego Zantedeschi e Rasheed Mohamed. Le loro testimonianze, depositate in verbale presso la polizia maldiviana, descrivono con precisione la posizione dei corpi all’interno della grotta e le fasi del recupero.

Ruolo dello staff e valore delle testimonianze

Zantedeschi, con un passato decennale nei sommozzatori della protezione civile italiana, e Rasheed hanno operato a bordo del natante coinvolto, il quale in quel momento era in rimessaggio per manutenzione nella capitale. La loro competenza tecnica e l’esperienza sono ritenute rilevanti dagli avvocati delle parti civili: per alcuni rappresentano un elemento di coraggio e dedizione nelle fasi critiche del recupero.

Aspetti procedurali e indagini incrociate

Le deposizioni rese a Malé sono state acquisite dalla polizia locale e si prevede che i verbali possano essere richiesti dalle autorità italiane tramite rogatoria internazionale. La presenza di atti ufficiali consente di verificare i tempi e il contenuto delle informazioni fornite, elementi utili per la magistratura italiana che segue il caso per eventuali profili di responsabilità penale e civile.

La posizione dei soggetti coinvolti

Rispetto all’organizzazione dell’immersione, l’Università collegata ad alcuni dei partecipanti ha sottolineato che la discesa non rientrava nelle attività previste dalla missione scientifica. Il tour operator che aveva venduto il pacchetto ha ribadito di non essere stato informato di un’immersione tecnica in grotta, specificando che le attrezzature a bordo erano pensate per attività ricreative e non per discese in cavità subacquee complesse.

Questioni tecniche e assicurative

Tra i punti ancora aperti vi sono le determinazioni sull’autorizzazione all’immersione, la scelta e la tipologia delle attrezzature usate, nonché la composizione delle bombole impiegate. Esperti e legali evidenziano che il tema dell’idoneità dell’equipaggiamento e della responsabilità del capobarca sono centrali per stabilire eventuali profili di colpa in vigilando o di negligenza.

Polizze e tutele

Un altro aspetto rilevante riguarda le coperture assicurative: associazioni come il DAN Europe offrono polizze che possono comprendere costi di ricerca, recupero e indennizzi per morte; tuttavia non tutti i sub coinvolti risultavano aver sottoscritto tale tutela, complicando le prospettive di risarcimento per le famiglie.

Recuperi, vittime e contesto operativo

Il recupero dei corpi è avvenuto in più fasi, con l’intervento di squadre locali e di supporto internazionale. Nei primi giorni sono emersi i nomi delle vittime e il racconto delle operazioni di soccorso che hanno coinvolto anche personale straniero esperto in immersioni. Durante le operazioni di recupero si è verificato inoltre il decesso di un sommozzatore delle forze armate locali, un evento che ha aggiunto ulteriore gravità alla vicenda.

Resta aperta l’analisi complessiva delle procedure adottate, delle competenze dei responsabili della discesa e delle condizioni in cui è stata svolta l’attività subacquea. La combinazione di elementi tecnici, testimonianze acquisite e documentazione contrattuale e assicurativa sarà determinante per chiarire definitivamente responsabilità e possibili risarcimenti.

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