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Giovane soccorso a Cadimare dopo un malore in acqua, tentativi inutili

Ricostruzione dei fatti, intervento dei bagnanti e delle equipe sanitarie dopo il ritrovamento di un giovane privo di sensi a Cadimare

HERO · Genova

Una giornata che si era presentata come una pausa al mare si è trasformata in tragedia sulla spiaggetta dei pescatori di Cadimare, dove un giovane di origini albanesi è stato notato immobile a pelo d’acqua. Secondo i presenti la sagoma era trasportata dalla corrente a poca distanza dalla battigia: a lanciare l’allarme è stata una donna che ha visto il corpo galleggiare senza alcun movimento. Diverse testate locali riportano età differenti, pertanto le fonti parlano genericamente di un giovane trovato privo di sensi.

I primi a intervenire sono stati alcuni ragazzi che giocavano nei paraggi; due di loro, citati dai testimoni come Simone Piscopo e Ivan Messercola, si sono tuffati immediatamente per recuperare il bagnante. Il soccorso in acqua è stato effettuato a circa cinquanta metri dalla riva, in un punto dove non si tocca, e il giovane è stato portato a riva a braccia. Uno dei ragazzi, Simone, ha iniziato le manovre di primo soccorso sul posto: è stato segnalato in possesso del brevetto da bagnino e del diploma di primo soccorso, competenze che hanno reso possibile un intervento rapido fino all’arrivo dei sanitari.

Ricostruzione dei fatti

Dal racconto dei presenti emerge una sequenza concisa ma drammatica: il giovane sarebbe arrivato da solo alla spiaggia, si sarebbe steso al sole e successivamente sarebbe entrato in acqua per nuotare. A un certo punto il corpo è rimasto immobile e visibile fra le onde leggere. Tra le ipotesi al vaglio dei presenti e dei soccorritori figurano un possibile malore improvviso o una congestione, fattori che in acqua possono essere rapidamente letali. La temperatura del mare, influenzata dal recente maltempo, è stata evocata come elemento che potrebbe aver favorito uno sbalzo termico.

Le testimonianze

I racconti dei bagnanti e dei ragazzi sul campo sportivo vicino hanno descritto attimi concitati: le urla della testimone iniziale hanno richiamato l’attenzione di chi stava giocando a calcetto e ha spinto i due volontari ad entrare in acqua senza esitazione. La scena è stata quella di un recupero collettivo, con persone a bordo riva che hanno collaborato al trasporto del giovane e membri della comunità che hanno osservato in attesa dell’arrivo dei mezzi di soccorso. Le testimonianze sottolineano il ruolo determinante dell’immediatezza nell’intervento in acqua.

Intervento dei soccorsi sanitari e delle forze dell’ordine

Sul posto sono giunti rapidamente l’automedica Delta 1 del 118 e un’ambulanza dei volontari della Croce Rossa della Spezia, supportate da una Volante della Polizia di Stato. I sanitari hanno proseguito con le manovre di rianimazione iniziate dai presenti per circa un’ora, impiegando tutte le procedure a disposizione per tentare di riportare il giovane in vita. Nonostante gli sforzi del personale medico e dei volontari, purtroppo non è stato possibile invertire l’esito: il decesso è stato constatato sul posto.

Accertamenti e gestione della scena

Dopo le operazioni di primo soccorso, la Polizia ha provveduto ai rilievi e alla raccolta degli effetti personali per l’identificazione. Alcune segnalazioni indicano che il ragazzo era in possesso di un visto e non risultava residente in città; secondo quanto riportato da testate locali, in alcune fonti il giovane è stato identificato come Ambler Kheckua, ma le autorità stanno completando gli accertamenti ufficiali. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale per gli esami del caso e per gli eventuali ulteriori accertamenti medico-legali.

Riflessioni e misure di prevenzione

Questa tragedia richiama l’attenzione su alcuni aspetti di sicurezza in ambiente marino: la tempestività del soccorso, la presenza di persone formate e la conoscenza delle procedure di primo soccorso possono fare la differenza, ma non eliminano tutti i rischi legati a malori improvvisi. In presenza di sbalzi termici o dopo pasti abbondanti, gli esperti consigliano prudenza prima di tuffarsi. La comunità locale e i frequentatori delle spiagge sono stati concordi nel sottolineare il coraggio dei soccorritori improvvisati e l’importanza di segnalare immediatamente situazioni sospette al 118 o alle forze dell’ordine.

Le autorità proseguiranno con gli accertamenti per chiarire definitivamente le cause del decesso; nel frattempo la vicenda ha lasciato un segno nella frazione di Cadimare, dove la solidarietà dei presenti e l’azione rapida dei soccorritori sono state ricordate come elementi centrali nell’immediato intervento.

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