10 Giugno 2026 ☁ 21°

Genova e la sicurezza urbana: dibattito acceso in Consiglio comunale

A Genova, il dibattito sulla sicurezza urbana ha acceso tensioni politiche. Scopri le richieste concrete e le polemiche emerse in Consiglio comunale.

Genova e la sicurezza urbana: dibattito acceso in Consiglio comunale

La sicurezza urbana a Genova è diventata un terreno di scontro politico, con accuse reciproche tra maggioranza e opposizione. Durante l’ultimo Consiglio comunale, il tema ha dominato i dibattiti, mettendo in luce le differenze di vedute tra le diverse forze politiche.

Il segretario del Siap, Roberto Traverso, ha criticato l’approccio polarizzato al problema, sottolineando la necessità di una collaborazione tra istituzioni. “La sicurezza non può essere affrontata come terreno di scontro politico, ma come una responsabilità comune che richiede collaborazione e visione”, ha dichiarato.

Le accuse della sindaca Salis

La sindaca Silvia Salis ha puntato il dito contro le politiche nazionali in materia di sicurezza e immigrazione. “La Polizia di Stato ha una dotazione prevista di 102 mila unità, ma ne mancano 10 mila. Sono quattro anni che governate, c’era tempo per fare concorsi”, ha affermato.

Salis ha anche ricordato il caso dell’omicidio di Pedro Signor, evidenziando come il presunto responsabile fosse irregolare dal 2026. “Quando parlate di questi argomenti vi chiedo di non fare gli avvoltoi e di non scaricare sul Comune un problema che è endemico nel Paese”, ha aggiunto.

Le richieste dell’opposizione

L’opposizione ha presentato un ordine del giorno straordinario sulla sicurezza, respinto dal Consiglio comunale con 21 voti contrari e 15 favorevoli. Il documento chiedeva interventi per contrastare l’incremento degli episodi di violenza e microcriminalità in diversi quartieri cittadini.

Tra le proposte, il rafforzamento della presenza della Polizia Locale nelle zone più esposte, un piano straordinario per la sicurezza urbana, il miglioramento del coordinamento con municipi e comitati di quartiere, e il potenziamento della videosorveglianza.

Le critiche alla gestione della sicurezza

La consigliera Alessandra Bianchi ha accusato l’amministrazione di limitarsi alla comunicazione senza affrontare concretamente i problemi dei quartieri. “Non va tutto bene e dopo un anno dovrebbe rendersene conto e fare un passo indietro, rivedendo la delega alla sicurezza”, ha dichiarato.

Ilaria Cavo ha ricordato come il tema della sicurezza non riguardi esclusivamente l’ordine pubblico, citando la richiesta di presidi fissi nella zona delle Vigne, tornata al centro dell’attenzione dopo il recente accoltellamento. “Vi chiediamo ascolto e coerenza”, ha affermato.

Dai banchi della maggioranza, la consigliera Martina Caputo ha definito la sicurezza “una priorità” ma ha contestato l’impostazione dell’ordine del giorno, sostenendo che il tema non possa essere trasformato in terreno di propaganda politica. “Bisogna affrontare povertà, disagio sociale e fragilità. Non esiste sicurezza se le persone vengono lasciate sole”, ha dichiarato.

La consigliera Sara Tassara ha collegato l’accoltellamento delle Vigne alla pressione esercitata dalle famiglie mafiose sul territorio. “Manca un’analisi reale del disagio che stiamo vivendo e un impegno concreto di contrasto alle mafie. È più facile prendersela con l’immigrato di turno”, ha affermato.

Il dibattito sulla sicurezza a Genova continua a essere acceso, con richieste concrete e polemiche politiche che si intrecciano. La speranza è che si possa trovare una soluzione condivisa per garantire la sicurezza di tutti i cittadini.

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