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Assoluzione a Genova per un uomo processato per maltrattamenti in famiglia

Un genovese di 34 anni, inizialmente allontanato dalla famiglia per presunti maltrattamenti, è stato assolto da tutte le accuse. La moglie ha ritirato la querela e ha testimoniato in suo favore.

Assoluzione a Genova per un uomo processato per maltrattamenti in famiglia

A Genova, un uomo di 34 anni è stato assolto da tutte le accuse di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie e dei due figli minori, al termine di un dibattimento davanti a un collegio del Tribunale. La decisione è arrivata nell’aula del capoluogo ligure, dove i giudici hanno valutato gli atti e le testimonianze, compresa quella della moglie, che ha negato abusi sui bambini. Il caso era iniziato circa un anno fa con una denuncia e un ricovero con prognosi di 14 giorni all’ospedale Villa Scassi. Il procedimento è proseguito anche dopo il ritiro della querela per le lesioni, fino alla sentenza assolutoria.

La vicenda è rilevante perché ha seguito l’iter del Codice Rossocon un iniziale apparato di misure cautelari e un successivo ripensamento della persona offesa, fino al rientro in famiglia del 34enne. L’assoluzione, pronunciata dal collegio presieduto da Roberto Cascini con Valentina Vinelli e Riccardo Crucioli come giudici a latere, è arrivata nonostante la richiesta della Procura di due anni e nove mesi di reclusione. La sequenza degli atti, dalle prime restrizioni alla revoca, illustra la complessità delle dinamiche familiari e processuali in materia di violenza domestica.

Misure cautelari e revoche nel procedimento a Genova

La denuncia della moglie era seguita a un litigio domestico in cui la donna aveva denunciato minacce e presunte aggressioni, soprattutto in concomitanza con l’assunzione di alcol da parte del marito. L’intervento dei Carabinieri aveva attivato rapidamente l’iter del Codice Rossocon l’allontanamento dell’uomo dall’abitazione, il divieto di avvicinamento ai familiari e l’obbligo di firma presso la polizia giudiziaria. Nei mesi successivi, su istanza della difesa, affidata all’avvocato Daniele Pomatale misure erano state progressivamente revocate. Poco prima delle festività natalizie, il 34enne era tornato a trascorrere il Natale con i figli, mentre la moglie aveva ritirato la querela per le lesioni e manifestato l’intenzione di ricostruire la convivenza.

Il dibattimento e la decisione del collegio giudicante

Nonostante la revoca delle misure e il ritiro della querela, il processo è proseguito fino al dibattimento, con la Procura che ha sollecitato la condanna a due anni e nove mesi. In aula, la donna ha ribadito che il marito non aveva mai maltrattato i figli, circostanza valorizzata dalla difesa insieme alla mancanza di riscontri univoci a sostegno dell’impianto accusatorio. Il collegio presieduto da Roberto Cascinicon i giudici Valentina Vinelli e Riccardo Crucioliha quindi assolto l’imputato da tutte le contestazioni. La decisione ha chiuso un percorso segnato da versioni iniziali accusatorie e successivi ripensamenti, che hanno inciso sull’esito finale.

Implicazioni del caso e quadro del Codice Rosso

Il caso genovese evidenzia come, nei procedimenti attivati con il Codice Rossola tutela immediata delle persone offese coesista con la necessità di una valutazione probatoria approfondita durante il dibattimento. L’assoluzione del 34enne, maturata dopo la revoca delle misure e il ritiro della querela per le lesioni, offre uno spaccato delle difficoltà nel cristallizzare condotte reiterate in ambito domestico quando le testimonianze subiscono variazioni nel tempo. Per gli addetti ai lavori, il fascicolo ha rappresentato un banco di prova sull’uso delle misure interdittive e sul loro allentamento in presenza di elementi nuovi, con riflessi sulle future strategie accusatorie e difensive in casi analoghi. Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2026.

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