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Amt Genova: 2 milioni per tamponare i tagli, ma il centrodestra accusa

La sindaca Silvia Salis annuncia un intervento di 2 milioni di euro per tamponare i tagli al servizio invernale di Amt, ma il centrodestra la accusa di propaganda politica.

Amt Genova: 2 milioni per tamponare i tagli, ma il centrodestra accusa

La crisi dei trasporti pubblici a Genova si fa sempre più acuta. La sindaca Silvia Salis ha annunciato un intervento straordinario di 2 milioni di euro per tamponare i tagli al servizio invernale di Amt, ma l’opposizione di centrodestra non ci sta e accusa l’amministrazione di propaganda politica.

I 2 milioni di euro: una soluzione o una manovra politica?

I capigruppo del centrodestra in Consiglio comunale hanno duramente criticato l’annuncio della sindaca salis, definendolo una gigantesca operazione di propaganda politica. Secondo loro, i 2 milioni di euro annunciati sarebbero stati disponibili già da tempo, ma l’amministrazione avrebbe lasciato che si diffondesse un clima di allarmismo tra i sindaci dell’entroterra, i presidenti di Municipio e gli utenti del servizio.

Le domande che si pongono sono molte: perché la sindaca non è intervenuta prima? Perché ha permesso la diffusione di un piano lacrime e sangue in pieno agosto? Secondo il centrodestra, la sindaca o condivideva fin dall’inizio la linea dei tagli ed è stata costretta al dietrofront solo per bloccare la protesta sociale, oppure non ha alcun controllo sulla sua azienda partecipata, lasciata libera di muoversi in totale anarchia.

I tagli restano inaccettabili

Ma la questione più spinosa riguarda i tagli al servizio. Secondo le stime diffuse, i 2 milioni di euro sembrerebbero sufficienti a garantire solo mezzo milione di chilometri di corse in più, a fronte di tagli annunciati molto superiori. Il centrodestra chiede chiarimenti: questi fondi basteranno davvero a scongiurare i tagli inaccettabili? Oppure verranno usati solo per posticipare di qualche settimana l’entrata in vigore del piano, per evitare che coincida con l’inizio delle scuole?

Il piano studiato da Comune di Genova e Amt non cambia, ma l’entrata in vigore slitta a data da destinarsi. Dal 14 settembre scatta l’orario invernale che vedrà un taglio del 10% del servizio rispetto allo scorso anno. Questo significa un nuovo autunno complicato per chi usa i mezzi pubblici di Amt a Genova e nei Comuni dell’entroterra.

La protesta dei sindaci dell’entroterra

Il malumore dei sindaci dell’entroterra e dei sindacati per i tagli al servizio ha fatto scoppiare il caos. La riduzione delle corse delle corriere che collegano le cittadine dell’area metropolitana con Genova, ma anche i collegamenti interni con le diverse frazioni, ha portato i sindaci delle vallate a parlare di un piano irricevibile. In Valle Stura si parla di una riduzione delle corse di quasi il 30%, in Valle Scrivia del 25%. In tutto si tratta di 2 milioni di km di percorsi in meno a fronte di un aumento del 20% in media dei contributi che i Comuni dovranno versare nelle case di Amt.

La posizione della Regione

La maggioranza di centrodestra in Regione ha risposto alle accuse della sindaca Salis, definendole strumentali e prive di fondamento. Secondo la Regione, sono già stati anticipati 73 milioni del contributo per il trasporto pubblico e mensilmente viene erogata la quota che consentirà a fine anno di arrivare ai 110 milioni promessi. Inoltre, l’ente si è assunto l’impegno di sostenere con ulteriori 40 milioni il capitale sociale di Amt, non appena il tribunale darà il via libera al piano di risanamento.

La Regione critica anche il fatto che la Pec a cui fa riferimento la sindaca non contiene alcun bilancio approvato, proprio perché il bilancio 2024 di Amt, ad oggi, non lo è ancora. Secondo la maggioranza di centrodestra, non si può affrontare una crisi aziendale di questa portata senza basarsi su un documento certo ed ufficiale. E questo vale anche per il piano di risanamento dell’azienda, che riporta numeri difformi rispetto a quelli annunciati ai sindaci.

La situazione è complessa e le polemiche sono destinate a continuare. Quello che è certo è che i cittadini di Genova e dell’entroterra si trovano a dover affrontare un autunno di disagi e incertezze, mentre le istituzioni continuano a battibeccare.

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