Lo scontro politico sulla sicurezza a Genova è riesploso in seguito all’omicidio avvenuto a Villetta Di Negro: la richiesta del centrodestra di dimissioni per l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi ha provocato una immediata replica della sindaca Silvia Salis, che ha rifiutato di trasformare il fatto di cronaca in uno strumento di attacco politico e ha richiamato al ruolo centrale dello Stato nella gestione della sicurezza.
Nel suo intervento pubblico la prima cittadina ha messo in evidenza come la città non possa essere lasciata sola a fronte di problemi che spaziano dalla criminalità al fenomeno della immigrazione irregolare fino al consumo di stupefacenti, chiedendo al contempo che l’opposizione si impegni in un lavoro di pressione verso il Governo per ottenere risorse concrete.
La posizione della sindaca e la critica al governo nazionale
Salvo banchi di prova recenti, la sindaca ha sostenuto che la gestione della sicurezza non ricade interamente sulle istituzioni locali: «Chi conosce il funzionamento della Repubblica sa che il sindaco non è responsabile di tutto», ha sottolineato, richiamando l’attenzione sui limiti delle competenze comunali e sull’importanza dei patti per la sicurezza e dei finanziamenti statali. Per Salis la strategia opposta — trasformare un omicidio in pretesto per chiedere dimissioni immediate — è una forma di politica che specula sul dolore collettivo.
Richiesta di solidarietà e pressione istituzionale
In alternativa alle contestazioni, la sindaca ha invitato il centrodestra a mettere da parte il populismo e a creare un fronte comune per sollecitare il Governo a stanziare maggiori risorse. Ha ricordato anche le interlocuzioni già avviate con il ministro della Difesa per richiamare l’attenzione sulla complessità della situazione genovese e la necessità di interventi strutturali che vadano oltre le misure temporanee.
Le critiche dell’opposizione e la richiesta di dimissioni
I gruppi di centrodestra in consiglio comunale hanno definito la situazione «completamente fuori controllo» e hanno chiesto le dimissioni di Viscogliosi, criticando la gestione della sicurezza e l’assenza di risposte immediate. Secondo l’opposizione, l’episodio di Villetta Di Negro sarebbe la punta di un fenomeno in crescita e testimonierebbe l’inefficacia dell’amministrazione nel garantire sicurezza ai cittadini.
La reazione dell’amministrazione
La risposta del sindaco ha preso le forme di un invito alla responsabilità istituzionale: piuttosto che chiedere testualmente dimissioni, Salis ha posto l’accento sulla necessità di risorse e su progetti di rigenerazione urbana che possano incidere sia sulla percezione sia sulla reale condizione di sicurezza. Ha inoltre annunciato un rafforzamento dell’attenzione su spazi pubblici e interventi congiunti di assessorati come Opere strategiche e Urbanistica.
Il fattore droga e le misure sociali
Sul fronte sociale l’assessora ai Servizi Sociali, Cristina Lodi, ha affrontato il tema delle sostanze che circolano oggi in città, evidenziando preoccupazione per droghe come il crack e per l’assenza di antidoti farmacologici equivalenti a metadone nel caso dell’eroina. Lodi ha annunciato un ripensamento dei servizi di bassa soglia e proposte operative per l’estate rivolte a persone senza fissa dimora o in condizioni di fragilità.
Nuovi modelli di accoglienza
Tra le proposte in fase di definizione ci sono dormitori organizzati per accogliere persone anche in stato di intossicazione e strutture notturne differenziate in base alle esigenze cliniche e sociali. L’idea è passare da un’accoglienza indistinta a percorsi calibrati che tengano conto delle specificità individuali, in collaborazione con enti sanitari e la Regione, che ha competenze decisive sulla materia.
Verso una strategia complessiva
Nel delineare i passi successivi l’amministrazione ha ribadito che la sicurezza è un tema multisfaccettato: richiede interventi di prevenzione sociale, presenza coordinata delle forze dell’ordine, rigenerazione degli spazi urbani e risorse statali. Salis ha promesso di «aumentare la pressione» su queste priorità, lavorando sia sul fronte delle politiche sociali sia su quello dell’ordine pubblico e dello sviluppo urbano.
Il confronto politico resta acceso: da un lato l’opposizione chiama a responso immediato e a nomi e cognomi; dall’altro la maggioranza municipale chiede strumenti concreti e finanziamenti per affrontare problemi che, secondo la sindaca, hanno una dimensione nazionale e internazionale e non possono essere risolti esclusivamente a livello locale.