La crisi di Amt Genova ha raggiunto un punto critico, con la sindaca silvia salis e la Regione Liguria che si scambiano accuse mentre i cittadini affrontano disagi sempre maggiori. In un clima di tensione istituzionale, le parti in causa si confrontano su finanziamenti, bilanci e responsabilità.
La vicenda ha preso una piega particolarmente accesa negli ultimi giorni, con la sindaca che ha definito ‘inaccettabile’ l’atteggiamento della Regione, guidata da Marco Bucci. Al centro dello scontro ci sono i 15 milioni di euro promessi a luglio e mai erogati, fondamentali per evitare tagli drastici al servizio.
Le accuse della sindaca Salis
Silvia Salis ha lanciato un duro attacco alla Regione Liguria, accusandola di un atteggiamento ‘ostruzionistico’ e di non aver reso disponibili i fondi promessi. La sindaca ha richiesto con urgenza la liberazione dei 15 milioni di euro sottolineando che il rinvio dell’erogazione sta causando gravi problemi di cassa ad Amt.
‘Il nostro atteggiamento costruttivo, che comporta un grande sacrificio e impatta sugli altri servizi comunali, al momento non sta trovando uguale sensibilità da parte di Regione Liguria’, ha dichiarato Salis. La sindaca ha inoltre criticato l’assenza di un bilancio approvato per l’anno 2024, definendo la situazione una farsa.
La documentazione inviata a marzo
Per sostenere le proprie accuse, Salis ha citato una PEC inviata da Amt il 16 marzo alla Regione e ai Comuni soci, contenente lo Stato patrimoniale e il Conto economico dell’azienda al 31 dicembre 2024. Secondo la sindaca, questo documento dimostra che la Regione aveva accesso a tutte le informazioni necessarie per intervenire tempestivamente.
La replica del centrodestra regionale
I capigruppo regionali di centrodestra hanno risposto con fermezza alle accuse di Salis, sottolineando che la Regione ha già anticipato 73 milioni di euro del contributo per il trasporto pubblico e che, a fine anno, arriverà ai 110 milioni promessi. Inoltre, la Regione si è impegnata a sostenere Amt con ulteriori 40 milioni di euro per la ricapitalizzazione, non appena il Tribunale di Genova darà il via libera al piano di risanamento.
‘Forse a Salis sfugge che la PEC a cui fa riferimento non contiene alcun bilancio approvato’, hanno dichiarato i rappresentanti del centrodestra. Hanno inoltre criticato l’amministrazione comunale per non aver mantenuto lo stesso livello di servizio degli anni precedenti, evidenziando un aumento dei costi e dei disagi per gli utenti.
Il piano di salvataggio e le risorse del Comune
Nonostante le tensioni, il Comune di Genova ha annunciato un investimento aggiuntivo di 1,5-2 milioni di euro per contenere i tagli al servizio di trasporto pubblico. Questo contributo porterà il totale del Comune ad Amt a quasi 37 milioni di euro evitando modifiche ai percorsi delle linee fino al 14 settembre quando entrerà in vigore il nuovo orario invernale.
La sindaca ha richiesto ad Amt di avviare uno studio per la revisione complessiva della rete, collaborando con i territori e i sindaci dei Comuni della Città Metropolitana. Questo piano terrà conto delle moderne esigenze di mobilità e dei dati reali della domanda di servizio.
Le dichiarazioni di Pietro Piciocchi
Pietro Piciocchi, ex vicesindaco di Genova, ha criticato l’amministrazione attuale per la gestione della crisi, sostenendo che i problemi di Amt erano stati gestiti efficacemente durante la precedente amministrazione. Piciocchi ha definito ‘surreale’ accusare la Regione di non fare la sua parte, considerando i 40 milioni di euro di ricapitalizzazione già previsti.
‘L’azienda non è della Regione, ma è del Comune’, ha sottolineato Piciocchi, evidenziando la necessità di un approccio collaborativo per risolvere la crisi. Ha inoltre criticato la mancanza di una regia politica chiara da parte dell’attuale amministrazione.
Mentre la situazione rimane complessa, una cosa è certa: la crisi di Amt richiede soluzioni concrete e una collaborazione tra istituzioni per evitare scenari nefasti per l’azienda e per la città di Genova.



