27 ottobre 2026 ☀ 14°

Bonifica e vendita in blocchi separati per l’ex Ilva di Genova

Il presidente di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari, propone una bonifica e vendita per lotti separati dell'ex Ilva di Genova, in risposta alla chiusura dei forni a caldo di Taranto.

Bonifica e vendita in blocchi separati per l’ex Ilva di Genova

L’ex Ilva di Genova si trova a un bivio cruciale. La recente decisione della corte di appello di Milano di fermare le lavorazioni a caldo dell’ex Ilva di Taranto entro 90 giorni ha cambiato radicalmente le prospettive per lo stabilimento genovese. Fabrizio Ferrari, presidente di Confindustria Genova, ha presentato una proposta concreta per il futuro dell’area industriale di Cornigliano, che potrebbe coinvolgere una bonifica e una vendita in blocchi separati.

La proposta di Confindustria Genova

Durante la presentazione dei dati di congiuntura sull’economia ligure nel primo semestre 2026, Ferrari ha sottolineato la necessità di un piano strategico straordinario del Governo per l’ex Ilva. In particolare, ha evidenziato l’importanza di bonificare i terreni non utilizzati dall’acciaieria e di reindustrializzare queste aree, che coprono circa 600mila metri quadrati a Cornigliano. La proposta include l’idea di avviare una gara per cederle in blocchi separati.

Ferrari ha spiegato che, in passato, ci sono state interlocuzioni con privati italiani interessati agli asset di Genova e Novi, ma senza esiti concreti. La chiusura dei forni a caldo di Taranto ha reso necessaria una soluzione alternativa poiché l’attività a Genova e Novi è destinata a chiudere senza i coil da lavorare. Per questo, ha sollecitato una revisione della gara per l’ex Ilva, con una gestione separata dei singoli stabilimenti del gruppo.

Le potenzialità dell’area di Cornigliano

Secondo Ferrari, se si trovasse un acquirente, a Genova e Novi potrebbero rimanere le lavorazioni attuali, con produzione di banda stagnata e zincatura a freddo. Gli altri terreni dell’ex area a caldo di Cornigliano, dove sorgono anche le banchine dello stabilimento, potrebbero essere assegnati ad aziende interessate a fare industria. Un esempio citato è la genovese Generative Bionics un’azienda nata grazie all’Iit, che ha in programma la produzione di 12mila robot l’anno, coinvolgendo elettronica, software, meccanica e componentistica.

I moli di Cornigliano, invece, potrebbero essere dati in gestione a un terminalista, che farebbe attività di imbarco e sbarco per tutti i soggetti che opereranno in quelle aree, compresa la parte dell’ex Ilva che resterà in funzione.

Le sfide e le opportunità

Ferrari ha criticato l’attuale accordo di programma e il bando unico, che non hanno raggiunto gli obiettivi sperati. Rimanere legati a un impianto, ha affermato, significa rischiare la desertificazione di quell’area. Per questo, ha sottolineato la necessità di decisioni importanti a livello governativo per capire se ci sia qualcuno interessato ad acquistare Genova e Novi per mantenere e sviluppare l’attività.

La proposta di Confindustria Genova rappresenta un’opportunità per trasformare un’area industriale in declino in un polo di innovazione e sviluppo. Tuttavia, le sfide sono molteplici e richiedono un impegno concreto da parte delle istituzioni e degli attori economici coinvolti.

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