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Crisi alla Moving: 70 dipendenti in bilico dopo la rescissione con Fedex

Settanta dipendenti della Moving, tra corrieri e magazzinieri, rischiano il posto dopo la decisione di Fedex di rescindere i contratti di appalto; sindacati e lavoratori hanno avviato una mobilitazione davanti al piazzale di Fedex a Genova per tutelare occupazione e reddito

Crisi alla Moving: 70 dipendenti in bilico dopo la rescissione con Fedex

La rottura contrattuale tra la società di logistica Moving e il committente nazionale Fedex ha aperto una grave fase di incertezza occupazionale. Sul piano locale sono 70 i lavoratori coinvolti, di cui 58 addetti alle consegne e 12 impiegati nell’attività di magazzino; a livello nazionale l’interruzione dell’appalto mette a rischio circa 500 posti di lavoro.

Lo scenario al deposito di Genova

Nel piazzale della filiale genovese si è concentrata la tensione: i dipendenti sono stati informati dall’azienda che per la giornata odierna sarebbero stati messi in libertà in attesa di ulteriori comunicazioni. Questa decisione, comunicata in modo repentino, ha generato preoccupazione e la necessità di una reazione collettiva. Il quadro locale riflette una criticità più ampia, poiché la fine del rapporto tra Moving e il principale committente incide direttamente sul modello operativo e sull’occupazione del settore trasporti.

Composizione del personale interessato

Tra i 70 lavoratori coinvolti si distinguono due categorie: 58 corrieri che si occupano delle consegne sul territorio e 12 magazzinieri impegnati nelle operazioni di smistamento e gestione logistica. La perdita per ciascuna figura professionale non riguarda solo il reddito immediato, ma anche la continuità di una professionalità acquisita in anni di attività e il rapporto con il territorio che molte di queste figure hanno instaurato.

La reazione sindacale e le iniziative di mobilitazione

Le organizzazioni sindacali locali, in particolare Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, hanno subito convocato i lavoratori per contrastare la decisione e definire le azioni successive. È stata indetta un’assemblea permanente davanti al piazzale di Fedex a Genova come primo strumento di pressione e confronto. I sindacati hanno comunicato in una nota congiunta l’intenzione di predisporre iniziative mirate a tutelare sia l’occupazione sia il reddito dei dipendenti colpiti.

Obiettivi e richieste sindacali

Le priorità avanzate dalle sigle sindacali includono la richiesta di garanzie occupazionali, la riapertura del dialogo con il committente e la definizione di misure di sostegno economico temporaneo per i lavoratori in attesa di soluzioni strutturali. Il presidio permanente funge da punto di raccolta delle istanze e da segnale pubblico per attirare l’attenzione delle istituzioni locali e nazionali sulla situazione.

Implicazioni a livello nazionale e possibili scenari

La rescissione dei contratti con Fedex non riguarda soltanto la filiale genovese: l’accordo saltato interessa una rete più vasta che può mettere in discussione circa 500 posti di lavoro sul territorio nazionale. Il caso rappresenta un esempio di come le dinamiche degli appalti nel settore della logistica possano avere ripercussioni immediate su lavoratori e comunità. Le strade percorribili includono la ricerca di nuovi committenti, la riallocazione del personale o interventi temporanei di tutela del reddito.

Ipotesi di salvaguardia e negoziazione

Tra le possibili soluzioni ci sono trattative per il subentro di altre aziende del settore, accordi transitori che prevedano ammortizzatori sociali o la rinegoziazione di rapporti contrattuali con clausole di continuità occupazionale. I sindacati spingono inoltre per un coinvolgimento delle istituzioni pubbliche al fine di mediare e sostenere percorsi di ricollocazione che limitino l’impatto sociale della crisi.

Il ruolo della comunità e le prossime mosse

Il presidio davanti a Fedex a Genova vuole anche essere un segnale rivendicativo verso la cittadinanza, richiamando l’attenzione sul valore del lavoro nel settore dei trasporti. Le iniziative saranno valutate giorno per giorno con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso tra lavoratori e sindacati. Un dialogo urgente con il committente nazionale rimane la chiave per sbloccare la situazione e preservare il futuro professionale delle persone coinvolte.

In sintesi, la vicenda della Moving è un monito sulle fragilità del sistema degli appalti nella logistica: la perdita di un contratto può tradursi rapidamente in una crisi occupazionale. Le soluzioni richiederanno tempo, negoziazioni e, possibilmente, l’intervento coordinato di più attori per garantire che la tutela dell’occupazione e del reddito resti al centro delle trattative.

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