Il 22 giugno 2026 il medico dello sport Andrea Pedemonte ha completato tra Genova e il Monte Bianco una sfida che ha unito apnea ciclismo e alpinismo, chiudendo il percorso in meno di 23 ore dalla partenza dalla spiaggia di Vesima fino alla vetta a 4.810 metri. La prova si è aperta con un’immersione in apnea a 40 metri di profondità nel Mar Ligure, è proseguita con circa 300 chilometri in bicicletta verso la Valle d’Aosta (3.000 metri di dislivello) ed è culminata con l’ascesa al Monte Bianco. Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2026.
L’iniziativa, battezzata “From Below to Over for Earth and Heart” ha avuto un fine benefico e di sensibilizzazione su tutela della salute e protezione dell’ambiente. La sfida è stata incastrata in una finestra meteo favorevole aperta tra il 22 giugno e il 5 luglio, con partenza confermata il 22 giugno. La sindaca di Genova, Silvia Salis ha dichiarato: «A nome mio, dell’amministrazione comunale e della città desidero rivolgere ad Andrea Pedemonte le congratulazioni per un risultato straordinario che ci parla di preparazione, coraggio e grande forza mentale. La sua impresa parte dal mare di Genova e arriva sul punto più alto d’Europa, portando con sé anche un messaggio importante di attenzione per l’ambiente e per i bisogni dei giovani. È una storia di sport, responsabilità e determinazione di cui Genova deve essere orgogliosa».
L’itinerario e i tempi: dal Mar Ligure ai 4.810 metri
La sequenza operativa ha seguito il tracciato già testato da Pedemonte: apnea a 40 metri di fronte alla spiaggia di Vesima a Genova, rientro a riva e immediata transizione sulla bici per circa 300 chilometri in direzione della Valle d’Aosta, con 3.000 metri di dislivello positivo, quindi la parte alpinistica fino alla cima del Monte Bianco. Il completamento è avvenuto in meno di 23 ore, confermando una gestione dei tempi compatibile con i margini stretti della finestra meteo. In parallelo, l’organizzazione ha indicato un arco operativo compreso tra il 22 giugno e il 5 luglio per assicurare margini di sicurezza rispetto alle condizioni in quota.
La performance segue una prova precedente che Pedemonte aveva già siglato nel 2026 partenza con un’immersione in apnea a 20 metri nel mare di Genova e arrivo alla Capanna Margherita (4.556 metri sul Monte Rosa) in meno di 24 ore. Anche allora l’obiettivo era la raccolta fondi per cause ambientali e di salute. Sulla motivazione, Pedemonte ha dichiarato: «Credo fermamente nello sport come catalizzatore di valori positivi e voglio esserne testimone. Voglio che questa non sia un’impresa fine a se stessa ma che possa sensibilizzare le persone su due tematiche a cui tengo molto, ovvero la tutela ambientale e la tutela della salute. La salute dell’ambiente è inevitabilmente anche la nostra salute. La nostra salute è migliore se svolgiamo sport in un ambiente più sano».
Raccolta fondi e destinatari: Marevivo e C’è Da Fare
La campagna su GoFundMe collegata a “From Below to Over for Earth and Heart” prevede la divisione del ricavato tra Marevivo e C’è Da Fare associazioni impegnate rispettivamente sulla tutela dell’ambiente marino e sul sostegno psicologico e neuropsichiatrico ai giovani. La raccolta ha già raggiunto quasi 4.000 euro su un obiettivo di 4.500 euro. Pedemonte ha spiegato la centralità dello sport nella salute dei più giovani: «Nell’80% dei casi visito ragazzi adolescenti o giovani adulti e sono felice quando vedo che continuano a praticare sport nonostante il richiamo a mollare, tipico di quella fase di vita. Lo sport sano è, nella maggioranza dei casi, vettore di valori positivi per la crescita verso un’età adulta migliore».
Il sostegno locale si è affiancato a un messaggio rivolto alla comunità di praticanti outdoor. Il percorso tra mare e alta montagna ha voluto evidenziare l’interdipendenza tra salute e ambiente con un invito a pratiche più sostenibili. La comunicazione dell’impresa ha mantenuto un profilo operativo e fattuale, con aggiornamenti sui passaggi chiave del tragitto e sulle condizioni di sicurezza in quota, in linea con gli standard delle attività endurance e alpinistiche.
Contesto ambientale e altre prestazioni in quota
L’attenzione su inquinamento e tutela degli ecosistemi alpini ha fatto da cornice alla prova. Recenti studi hanno rilevato la presenza di microplastiche in alta quota, inclusi i laghi alpini sopra i 2.200 metri come il Paione Superiore e il Paione Inferiore, con particelle principalmente in fibre sintetiche come poliestere e PET. Analisi sulla vetta del Monte Bianco hanno confermato la presenza di microplastiche fino a 4.806 metri, con concentrazioni maggiori in prossimità delle aree più frequentate e prevalenza di poliestere, legata all’abbigliamento tecnico.
Nello stesso periodo, il Monte Bianco ha fatto da scenario ad altre prestazioni di rilievo. La francese Iris Pessey 34 anni, è partita da Chamonix alle 3:30 e ha raggiunto la vetta in 5 ore e 2 minuti, rientrando in parapendio per fermare il cronometro a 5 ore e 34 minuti. Il nuovo riferimento si inserisce nel quadro di prestazioni veloci in alta quota e rafforza il richiamo alla gestione dell’impatto umano in ambienti sensibili.



