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Digos blitz a Genova: 19enne perquisito per incitamento a violenza

Genova vive un pomeriggio teso: la Digos perquisisce un ventinovenne, i commercianti si preparano e le manifestazioni del Movimento 17 ottobre cambiano al volo.

Digos blitz a Genova: 19enne perquisito per incitamento a violenza

La mattina di sabato la Digos si è presentata a casa di un ventinovenne genovese, segnalando un incitamento a commettere atti violenti sui profili del Movimento 17 ottobre. Dopo aver contestato le dichiarazioni pubblicate sui social, gli agenti hanno sequestrato computer e cellulare, promettendo di analizzare il contenuto alla ricerca di ulteriori elementi di interesse investigativo.

Il giovane non era precedentemente registrato dalle forze dell’ordine né appariva come attivista politico. Parallelamente, a Genova è stato sequestrato anche il materiale di un trentananenne, compresi device elettronici, come parte di un più ampio giro di perquisizioni avviato dalla Polizia Postale per ricostruire le dinamiche di incitamento digitale che hanno preceduto gli scontri di fine ottobre.

Operazione Digos su scala nazionale

Il blitz di Genova è stato solo una delle centinaia di verifiche effettuate in 18 città italiane. In totale sono stati identificati circa cento soggetti, di cui 51 minorenni, grazie a una rete coordinata tra Digos, Polizia Postale e forze locali. Tra i beni sequestrati spiccano armi da taglio, balestre, munizioni e taniche di benzina, elementi che hanno alimentato le preoccupazioni delle autorità sul rischio di escalation violenta.

Reazioni istituzionali e misure di sicurezza

Il Ministero dell’Interno ha predisposto un maxi dispositivo interforze per Milano, con formazioni della Brigata Folgore già operative, mentre a Roma la questura ha schierato 300 agenti di polizia locale per garantire ordine nei percorsi dei cortei. L’Ambasciata USA ha emanato, a sua volta, un avviso di prudenza per i cittadini americani, invitandoli a evitare Piazza Duomo e le principali vie di transito commerciale.

Il Movimento 17 ottobre e le modifiche dell’ultimo minuto

Il piano originario prevedeva otto piazze italiane, inclusa Genova con l’appuntamento fissato per le 15:00 in Piazza De Ferrari. Tuttavia, a seguito del blitz della Digos, il canale Telegram del movimento ha annunciato la cancellazione dei punti di riferimento tradizionali, passando a un formato “a stella”: tre concentramenti segreti verranno comunicati mezz’ora prima della partenza e, alle 15:30, i cortei partiranno verso una piazza finale la cui ubicazione sarà rivelata al momento.

Gli organizzatori hanno giustificato la scelta sottolineando la volontà di impedire la creazione di “recinti” e di ridurre i bersagli per le forze dell’ordine, definendo la nuova tattica una forma di tutela collettiva. Il Movimento ha promesso di rilasciare un comunicato ufficiale con indicazioni tattiche, mentre la Prefettura e la Questura rimangono in allerta massima, assicurando che i numeri attesi non supereranno i limiti gestibili.

Commercianti, sicurezza e prospettive future

I negozianti del centro di Genova, pur temendo possibili saccheggi, hanno deciso di restare aperti. Alcuni hanno già contattato società di vigilanza privata, altri hanno installato pannelli protettivi alle vetrine. La Provincia ha tenuto una riunione del comitato per la sicurezza pubblica, invitando le attività commerciali a mantenere alta la vigilanza e a valutare eventuali chiusure se la situazione dovesse degenerare.

Oltre al presente corteo, le autorità si preparano a un sciopero generale indetto per il 30 ottobre, con previsione di blocco al varco portuale di Albertazzi. Il governo, nel frattempo, ha approvato un nuovo decreto sicurezza che prevede pene più severe per violenze in manifestazioni e una revisione degli aiuti economici alle famiglie con minori coinvolti in reati, come richiesto dal deputato della Lega Jacopo Morrone.

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