Il 30 maggio 2026 i lavoratori del porto di Genova hanno denunciato due infortuni avvenuti nell’arco di poche ore, circostanza che ha riacceso la preoccupazione intorno alle condizioni di lavoro nei terminal. Le segnalazioni riguardano un episodio grave al terminal Bettolo e un altro scontro avvenuto nei pressi di un varco d’ingresso, entrambi considerati sintomatici di criticità già note.
Gli incidenti e le condizioni segnalate
Nel primo caso, verificatosi giovedì sera al terminal Bettolo, un operaio ha riportato fratture multiple a un braccio e una ferita alla testa: ferite che richiedono attenzione medica e sollevano interrogativi sulle procedure operative adottate al momento dell’accaduto. Le dinamiche precise sono oggetto di ricostruzione, ma per i lavoratori quel punto del terminal non è nuovo a segnalazioni pericolose.
Poche ore dopo, nella mattinata di venerdì, un secondo episodio ha coinvolto un dipendente di Psa-Gp in uno scontro con un camion all’ingresso del varco del terminal. Il luogo era già stato indicato più volte come critico dal personale per problemi di viabilità e gestione dei flussi di mezzi pesanti.
La reazione dei sindacati
Le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno reso pubbliche le loro preoccupazioni, definendo gli episodi come la conferma di quanto da tempo denunciato nelle interlocuzioni con l’Autorità portuale. Secondo i sindacati, durante i confronti ufficiali era stato concordato un percorso che includesse tavoli specifici dedicati alla safety e all’analisi delle criticità operative.
I rappresentanti dei lavoratori chiedono che il piano condiviso venga ora accelerato e reso operativo, sollecitando interventi non più rinviabili su viabilità, cantieri, organizzazione del lavoro e procedure nei terminal.
Richiesta di un tavolo urgente
La richiesta formale è la convocazione immediata di un tavolo con l’Autorità portuale per discutere misure concrete e tempi di attuazione. I sindacati avvertono che, in assenza di risposte e provvedimenti, non escludono di mettere in campo iniziative a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, incluse azioni sindacali e modalità di pressione collettiva.
Criticità ricorrenti nel porto
I problemi segnalati non sono limitati ai singoli episodi: il personale indica una combinazione di fattori che alimentano il rischio. Tra questi emergono la scarsa chiarezza nella viabilità interna, la convivenza di cantieri e operazioni operative, e inefficienze nell’organizzazione del lavoro che possono esporre i lavoratori a situazioni pericolose.
Le aree di carico e scarico, i punti di snodo per camion e mezzi portuali e le procedure di accesso ai terminal sono aspetti indicati come prioritari per un intervento correttivo mirato: non si tratta solo di responsabilità singole, ma di una visione sistemica della sicurezza portuale.
Fattori tecnici e organizzativi
Dal punto di vista tecnico, segnalazioni sulla viabilità e sulla segnaletica interna vengono ritenute insufficienti. Sul versante organizzativo, la gestione dei turni, la formazione specifica e i protocolli di coordinamento tra operatori di terminal, autisti e cantieri sono elementi che, se migliorati, potrebbero ridurre significativamente il rischio di nuovi incidenti.
Prospettive e richieste operative
Le sigle sindacali chiedono che le promesse già discusse con l’Autorità portuale trovino attuazione concreta: avvio immediato dei tavoli sulla sicurezza, calendarizzazione delle riunioni tecniche e definizione di interventi puntuali su viabilità, logistica e organizzazione dei cantieri. Per i lavoratori, solo misure concrete possono interrompere la sequenza di incidenti e ripristinare condizioni di lavoro accettabili.
Infine, i rappresentanti ribadiscono la volontà di collaborare con le istituzioni e con la governance del porto, pur lasciando aperta la possibilità di azioni sindacali qualora le istanze non ricevano risposte tempestive. La richiesta è chiara: non più solo promesse, ma strumenti operativi e tempi definiti per la tutela della salute dei lavoratori.
Conclusione
Gli incidenti del 30 maggio 2026 rappresentano un campanello d’allarme per l’intero sistema portuale di Genova. In assenza di interventi decisi, la comunità lavorativa chiede risposte immediate per evitare che episodi simili si ripetano. Il confronto tra sindacati, Autorità portuale e operatori sembra oggi più che mai imprescindibile per garantire sicurezza e regolarità delle attività portuali.