La presenza di ratti nel centro storico di Genova ha riacceso il dibattito sulle misure da adottare per contenere il fenomeno. Secondo l’assessora Pericu, intervenire esclusivamente con le campagne di derattizzazione rischia di essere inefficace se non si affrontano prima le condizioni che favoriscono la proliferazione: accumuli di rifiuti, buche e spazi degradati. In un contesto urbano complesso, la strategia proposta mette al centro la manutenzione e il decoro come fattori chiave per ridurre l’attrattiva per la fauna sinantropa e migliorare la qualità della vita dei residenti.
La segnalazione, resa pubblica in data 22 Maggio 2026, elenca le aree più critiche e propone un ordine di azioni che privilegia interventi strutturali. L’approccio suggerito dall’assessora si ispira all’idea che la prevenzione ambientale — quale pulizia, riparazione del manto stradale e illuminazione — sia una componente complementare e necessaria alle azioni di disinfestazione. Tale impostazione non esclude le campagne di derattizzazione, ma le inquadra come fase successiva e più efficace se preceduta da una riqualificazione degli spazi.
Zone segnalate e caratteristiche del problema
Tra le strade e le piazze indicate come maggiormente interessate dalla presenza di ratti emergono piazza Tommaseo, via del Colle e via XII Ottobre. Queste aree, per motivi differenti, presentano elementi che favoriscono la nidificazione e il proliferare dei roditori: accumuli di immondizia, fessure e buche nel pavimento, esercizi commerciali con uscite non protette e angoli poco illuminati. La mappa delle criticità testimonia come il fenomeno sia spesso il risultato di più fattori concomitanti piuttosto che di una sola causa isolata, richiedendo quindi risposte multilivello e coordinate tra servizi municipali.
Fattori urbani che alimentano la presenza dei roditori
Il tessuto urbano antico del centro storico offre numerosi rifugi per i ratti: volte, cantine, cortili interni e tombini. La presenza di aree degradate aumenta le possibilità di accesso a fonti di cibo e riparo, mentre il cattivo stato del manto stradale e le buche fungono talvolta da nascondiglio e via di comunicazione tra gli habitat. Interventi mirati sul degrado, come la sistemazione delle buche e la rimozione degli accumuli di rifiuti, sono quindi indicati come prioritari per limitare l’offerta di risorse che sostiene le popolazioni di roditori.
La posizione dell’assessora Pericu e le misure proposte
L’assessora Pericu ha chiarito che le operazioni di derattizzazione saranno programmate, ma solo dopo aver effettuato una serie di interventi preliminari sul territorio. Tra le azioni indicate figurano il potenziamento della raccolta differenziata nei punti critici, la riparazione del manto stradale e il controllo degli scarichi e dei locali abbandonati. Questa scelta riflette una visione integrata: ridurre l’attrattività dell’ambiente significa aumentare l’efficacia e la durata degli interventi di disinfestazione.
Coordinamento tra enti e comunicazione ai cittadini
Per ottenere risultati duraturi, l’assessora propone un coordinamento istituzionale che coinvolga municipi, servizi di igiene urbana, polizia locale e proprietari privati. Fondamentale sarà anche la comunicazione verso i cittadini: sensibilizzare su pratiche di compostaggio corretto, gestione dei rifiuti e segnalazione tempestiva di buchi o punti di degrado può ridurre le opportunità per i roditori. Il piano prevede inoltre verifiche periodiche per monitorare l’andamento della situazione e adattare le misure in base ai risultati.
Cosa cambierà e quali risultati attendersi
Se applicata con coerenza, la strategia indicata dovrebbe portare a una diminuzione progressiva delle segnalazioni di ratti nelle aree più critiche. La combinazione di interventi sul degrado, campagne mirate di derattizzazione e azioni di sensibilizzazione può limitare la ricomparsa dei roditori e migliorare la vivibilità del centro storico. Resta essenziale tuttavia un monitoraggio continuo e la disponibilità di risorse per manutenzioni ricorrenti, perché senza un mantenimento nel tempo i benefici rischiano di attenuarsi e il problema di ripresentarsi.
In sintesi, la proposta dell’assessora Pericu sposta l’attenzione dalla soluzione esclusivamente reattiva alla costruzione di un contesto urbano meno favorevole ai roditori. Intervenire su decoro, rete fognaria e stato delle strade prima di avviare massicce operazioni di derattizzazione è una scelta che punta alla sostenibilità dei risultati e alla qualità della convivenza cittadina, con particolare attenzione alle aree segnalate come piazza Tommaseo, via del Colle e via XII Ottobre.