Dal lunedì 19 al domenica 25 ottobre 2026 la gallery malocello di Varazze apre le sue porte per una settimana dedicata al Maestro d’Ascia Rocco Bruzzone. L’esposizione, promossa dall’Associazione Artisti Varazzesi con il patrocinio dell’Assessore Mariangela Calcagno, sarà fruibile gratuitamente dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 18:00.
Il Maestro d’Ascia è una figura ormai rara: artigiano che, con la sola mano e il colpo dell’ascia, trasforma il legno grezzo in scafi perfetti. Bruzzone, socio fondatore dell’Associazione Amici del Museo del Mare, ha deciso di condividere la sua esperienza attraverso una mostra che raccoglie modelli, attrezzi e documenti della sua lunga carriera.
La mostra nella Gallery Malocello
All’interno della galleria, i visitatori potranno ammirare modellini in scala di barche costruite tra il dopoguerra e gli anni ’70, accanto a strumenti originali come asce di varie epoche e pialle di bordo. Ogni elemento è accompagnato da schede descrittive che spiegano le tecniche di lavorazione del legno la scelta delle essenze e i segreti del montaggio di sartiame. Il percorso è stato curato per consentire sia a esperti del settore sia a curiosi di tutte le età di comprendere la complessità di un mestiere che un tempo rappresentava il cuore economico di Varazze.
Il cammino professionale di Rocco Bruzzone
Gli inizi e i cantieri storici
Rocco Bruzzone inizia a 15 anni in un piccolo cantiere locale, dove ricopre ogni ruolo, dal traballatore al falegname. Ricorda l’epoca in cui le forniture di acciughe dei varazzini si scambiavano con chiodature provenienti da Sassello, evidenziando l’interdipendenza tra pesca e cantieristica. Con la crescita del turismo, i cantieri perdono slancio, ma l’esperienza di Bruzzone lo porta a servire a bordo del cacciatorpediniere San Marco, dove affina la conoscenza delle strutture navali.
Le opere più celebri
Tra i traguardi più importanti segnati da Bruzzone, la costruzione di una goletta di dodici metri nel 1964 rappresenta una testimonianza della maestria artigianale. Più recentemente, ha curato il restauro della storica Pandora una fedele riproduzione di una barca ottocentesca. Il suo impegno non si ferma al cantiere: dedica tempo alla lancia del ’58 parte del patrimonio del Museo del Mare aperto nella Marina di Varazze dal 2009, e partecipa attivamente alle feste patronali come Santa Caterina e al Cundigiun, evento enogastronomico locale.
Varazze e la tradizione navale: un’eredità da preservare
Le radici marittime di Varazze risalgono all’epoca romana, quando il borgo, allora noto come Ad Navalia fungiva da importante centro cantieristico grazie alle foreste del Monte Beigua. Il nome antico, Varagine significa “luogo del varo”. Nel XIX secolo la città ospitava decine di cantieri, officine e laboratori che producevano ancore, chiodi, vele e sartiame, contribuendo a far conoscere le capacità ingegneristiche liguri nel mondo.
Oggi, con l’avvento della meccanizzazione, molte di queste pratiche sono scomparse. L’esposizione di Bruzzone vuole essere un richiamo alla necessità di mantenere viva la conoscenza artigianale, mostrando come il legno, la pazienza e la maestria possano ancora raccontare la storia di un territorio che ha sempre vissuto di mare.
Chi visita la mostra avrà l’opportunità di ascoltare le parole di Bruzzone, che descrive Varazze come “un luogo dove le persone e il mare sono inseparabili”. Un viaggio che, tra un’ascia e l’altra, invita a riflettere sul valore delle tradizioni locali e sul ruolo dell’artigiano nella costruzione dell’identità collettiva.



