La 63ª edizione del Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo prende il via il 10 luglio 2026 e si sviluppa fino al 28 agosto con un cartellone di quindici serate. L’apertura è affidata al duo formato da Paolo Fresu e Pierpaolo Vacca, che portano in piazza tromba, flicorno, organetto ed elettronica, in un progetto che rilaancia tradizione e sperimentazione. Il programma, curato dal neo direttore artistico Michel Balatti, mette al centro il concetto di dialogo inteso come pratica artistica e relazione sociale, eredità e re-lettura della visione di Sándor Végh.
Tema e direzione artistica
Il filo conduttore scelto da Balatti è esplicito: il festival si articola attorno all’Arte del Dialogo e a Risonanze – Végh e il violino del nostro tempo. Con questa impostazione la direzione artistica propone un doppio percorso che intreccia linguaggi diversi—dalla musica classica al jazz, dalla world music alla canzone d’autore—e mette in relazione generazioni e culture. Il termine dialogo qui significa ascolto reciproco e contaminazione controllata, una strategia di programmazione che vuole rendere la musica luogo di incontro e responsabilità collettiva.
L’Arte del Dialogo
La sezione L’Arte del Dialogo comprende undici appuntamenti pensati per esplorare le molteplici forme della relazione artistica: concerti, pièce teatrali e incontri in cui parola e suono si contaminano. Tra i protagonisti spiccano nomi come Paolo Jannacci, con lo spettacolo sul rapporto tra individuo e città, e lo scrittore Aldo Cazzullo, che il 13 agosto propone un evento dedicato a Francesco d’Assisi accompagnato dal Ring Around Quartet. Questa parte del cartellone è pensata per restituire alla musica la capacità di parlare con discipline affini e con il pubblico.
Risonanze: memoria e futuro
Il progetto Risonanze rende omaggio a Sándor Végh e guarda al futuro del violino con quattro concerti che includono commissioni a giovani compositori under 35. Tra i nomi chiamati a scrivere nuove opere figurano Giuliano Comoglio, Francesco Darmanin, Rosita Piritore e Michele Deiana, la cui prima assoluta sarà eseguita dal Trio Concept il 28 luglio. Il progetto è sostenuto anche grazie al contributo della SIAE e del Ministero della Cultura nell’ambito del bando Per Chi Crea 2026, che favorisce la ricerca artistica contemporanea.
Cartellone e artisti in evidenza
Il festival ospita interpreti di profilo internazionale e proposte trasversali. Oltre all’apertura con Fresu e Vacca, il mese di luglio vede Aozhe Zhang (vincitore del Premio Paganini) accompagnato da Valentina Messa in programma il 17 luglio con pagine di Mozart, Beethoven, Prokof’ev e Paganini. Il 31 luglio il violoncellista Giovanni Sollima, con la pianista Carlotta Maestrini, presenta un concerto eclettico che va da Beethoven a arrangiamenti che richiamano alternative metal e rock di band come System Of a Down e Led Zeppelin, oltre a brani originali.
Altri appuntamenti significativi
Le Giornate Géza Anda, realizzate con il patrocinio della Fondazione Concours Géza Anda di Zurigo, propongono una retrospettiva pianistica che celebra ricorrenze importanti legate a Géza Anda e alla sua eredità interpretativa: tra i recital figurano Filippo Gamba (21 luglio) e Dmitry Yudin (7 agosto). Completano il calendario esibizioni come il Quartetto Eos (21 agosto), la violinista Fabiola Tedesco (25 agosto, inserita nel progetto Risonanze) e il pianista Chi Ho Han che chiude la rassegna il 28 agosto.
Luoghi, biglietti e valore culturale
La maggior parte degli eventi si svolge nella scenografica Piazza dei Corallini, affiancata dall’Oratorio di Santa Caterina e dal Parco del Ciapà, ciascuno scelto per qualità acustica e atmosfera. Le serate rappresentano un’occasione per vivere il borgo come luogo di incontro tra artisti e pubblico: l’idea di comunità temporanea è al centro della filosofia del festival. I biglietti sono disponibili in prevendita online e sulle pagine dedicate agli spettacoli; il cartellone completo può essere scaricato dal sito ufficiale per consultare date e orari.