Nel cuore della notte a Sestri Levante una banda ha preso di mira una gioielleria in corso Colombo, usando un veicolo potente per forzare l’ingresso. Secondo le ricostruzioni, i malviventi hanno lanciato l’auto contro la saracinesca e le vetrine, frantumando le esposizioni e arraffando anelli, collane e orologi visibili al momento del colpo. L’azione è stata rapida, con l’obiettivo evidente di ridurre al minimo i tempi sul posto e massimizzare il bottino prima di dileguarsi.
Mentre i ladri erano intenti a raccogliere la refurtiva, è sopraggiunta una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri, che stava effettuando un controllo della zona. Alla vista della volante i responsabili hanno avviato la fuga a bordo della stessa auto di grossa cilindrata, lanciando alcuni gioielli dal finestrino nella speranza di rallentare l’inseguimento o di disfarsi di prove. I militari hanno immediatamente allertato altre unità e predisposto posti di blocco per intercettare il mezzo in fuga.
La dinamica del colpo
Il metodo impiegato ricorda la cosiddetta spaccata: un impatto deliberato contro la facciata del negozio per creare un varco e accedere rapidamente alle merci esposte. In questo caso la scelta di una auto di grandi dimensioni ha permesso di sfondare la saracinesca e le vetrine in pochi secondi, trasformando gli allarmi visivi e acustici in un’azione concitata di recupero della refurtiva. I responsabili hanno preso orologi e gioielli dalle teche andate in frantumi, facendo uscire dal negozio pezzi utili a un rapido trasporto.
Interruzione e fuga
Il passaggio della pattuglia ha cambiato gli equilibri dell’operazione: i ladri hanno scelto la fuga piuttosto che il confronto. Durante l’inseguimento i fuggitivi hanno cercato di ostacolare la corsa della vettura dei carabinieri gettando sul manto stradale materiali vari e abbandonando parte della refurtiva nel tentativo di rallentare il veicolo che li seguiva. La prontezza dei militari ha fatto scattare una catena di interventi coordinati, con la richiesta di rinforzi e l’attivazione di posti di blocco per contenere le possibili direttrici di fuga.
Conseguenze per la gioielleria e per il territorio
Il negozio colpito, noto con il nome di L’approdo, ha subito danni materiali importanti: vetri infranti, strutture espositive compromesse e la necessità di chiudere temporaneamente l’attività per la messa in sicurezza. Oltre al danno economico diretto per il commerciante, l’episodio lascia un senso di preoccupazione tra i residenti e i commercianti della zona, che chiedono maggiore vigilanza e misure di prevenzione più efficaci per contrastare il fenomeno delle spaccate. L’accaduto evidenzia come il crimine predatorio impatti anche sul tessuto sociale e sulla percezione della sicurezza urbana.
La risposta investigativa
I carabinieri, intervenuti sul posto, hanno avviato le attività di rito: sopralluogo, raccolta di testimonianze e acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona. Le indagini puntano a ricostruire il percorso di fuga, l’eventuale coinvolgimento di complici e la provenienza del mezzo utilizzato. In parallelo, sono in corso verifiche per catalogare la refurtiva recuperata e confrontarla con le denunce per furto in strutture simili, con l’obiettivo di identificare i responsabili e ricostruire il loro modus operandi.