Quando accade qualcosa di imprevisto a Genova, pochi secondi possono fare la differenza. Sapere quale numero di emergenza comporre, come descrivere la posizione e che informazioni fornire all’operatore permette di accelerare i soccorsi e ridurre i rischi. Questa guida pratica raccoglie istruzioni chiare per scegliere tra 112113115118 e 1530 suggerimenti per condividere coordinate e foto in modo utile e indicazioni per chi è in visita in città, oltre ai canali per segnalare disservizi non urgenti al Comune.
Genova presenta quartieri collinari, vie strette e accessi complessi: orientarsi velocemente è essenziale. Organizzare mentalmente poche informazioni chiave — cosa è successo, dove, a chi e con quali pericoli attivi — aiuta l’operatore a inviare il mezzo giusto e a guidare i primi gesti di sicurezza. Conserva la calma, ascolta le domande e resta in linea: sono le tre regole d’oro per una chiamata efficace ai servizi di emergenza.
Quale numero chiamare a Genova: 112, 113, 115, 118, 1530
In Liguria è attivo il 112numero unico europeo risponde per tutte le emergenze e smista la chiamata al servizio competente. In alternativa, puoi chiamare direttamente: 118 per emergenze sanitarie (malori, traumi, incidenti), 115 per incendi, crolli o persone bloccate, 113 per reati in corso, aggressioni o pericoli alla sicurezza pubblica, 1530 per emergenze in mare con la Guardia Costiera. Se sei incerto, scegli il 112: riduce gli errori e accelera l’invio dei soccorsi idonei.
Prima di chiamare, metti in sicurezza te stesso e chi ti è vicino: allontanati da fumo, traffico e cavi elettrici. Valuta se la situazione è davvero urgente o se si tratta di un disservizio non pericoloso (ad esempio buche stradali o lampioni spenti), che segue canali diversi. Evita chiamate multiple per lo stesso evento: un’unica segnalazione chiara è più efficace di più telefonate frammentarie.
Le 7 informazioni essenziali da dare all’operatore
Concentrati su una sequenza semplice. Parla con frasi brevi, scandite, e lascia all’operatore il ritmo delle domande. Segui questi passaggi:
- Dove indirizzo preciso, quartiere e punto di riferimento. Se possibile, fornisci le coordinate GPS.
- Cosa è successo descrivi il tipo di evento (incendio, incidente, malore, aggressione).
- Quante persone numero approssimativo e condizioni (cosciente, incosciente, intrappolato).
- Pericoli attivi fumo, fiamme, traffico, gas, acqua, instabilità della struttura.
- Accesso ostacoli, cancelli chiusi, scale strette, senso unico; indica il punto di ritrovo.
- Chi chiama nome, numero richiamabile, eventuale ruolo (testimone, familiare, portiere).
- Azioni in corso primo soccorso, estintore usato, strada già segnalata, persone allontanate.
Non chiudere la chiamata finché l’operatore non te lo indica. Potrebbe chiederti di ripetere l’indirizzo o di muoverti verso un luogo sicuro. Segui le istruzioni: l’assistenza telefonica in attesa dei soccorsi è parte integrante della catena dell’emergenza.
Descrivere la posizione e gli accessi a Genova
La topografia genovese può confondere. Oltre alla via, cita civicoquartiere e riferimenti visibili: fermate dell’autobus, gallerie, sottopassi, numero del varco portuale nome della delegazione (es. Sampierdarena, Sestri Ponente). Indica se siete lato monte o lato mare e quale corsia della carreggiata è coinvolta. Per creuze e vicoli, specifica da quale via principale si accede e se ci sono scale o passaggi stretti che limitano i mezzi.
Dal telefono, attiva la geolocalizzazione e apri una mappa: tocco prolungato sul punto e leggi latitudine/longitudine; condividile a voce con calma, due cifre alla volta. Se disponibile, usa un Plus Code o la funzione di condivisione della posizione. Nei cantieri o in porto, indica il gate il molo o il capannone, e concorda un punto d’incontro ampio per guidare i mezzi in arrivo.
Foto, video e coordinate: buone pratiche
Le immagini possono aiutare, ma la priorità è la safety. Scatta solo se sei in sicurezza e non intralci i soccorsi. Preferisci una foto panoramica e una di dettaglio; evita zoom estremi mossi. Attiva i metadati di posizione sullo smartphone quando sei all’aperto. Non pubblicare contenuti sui social: rischi di diffondere dati sensibili e distrarre i presenti. Se l’operatore ti chiede di inviare materiale o la posizione, segui le istruzioni e usa esclusivamente canali ufficiali.
Tutela la privacy non riprendere volti di minori, feriti riconoscibili o targhe se non strettamente necessario per identificare il luogo. Nelle ore notturne, scatta con luce stabile e appoggiati a un supporto; di giorno, evita controluce. Le coordinate GPS lette dalla mappa, abbinate a una descrizione sintetica del contesto (es. “sotto il cavalcavia, direzione Levante”), sono spesso più utili di dieci foto.
Consigli rapidi per turisti e visitatori
Chi arriva a Genova può contare sul 112 con servizio multilingue. Se non parli italiano, dichiara subito la tua lingua o passa all’inglese semplice. Conserva nel portafoglio l’indirizzo dell’alloggio e una foto dell’ingresso: aiuta a descrivere il rientro dei minori o di persone disorientate. In zona portuale, per emergenze in mare o lungo banchine, componi 1530 e indica nave, molo e posizione rispetto alle boe; in autostrada, usa le colonnine SOS dove presenti o specifica il chilometro e la direzione.
Scaricare un’app di emergenza che invia automaticamente coordinate può essere utile durante il soggiorno, se supportata localmente. Tieni il telefono carico, attiva la geolocalizzazione e salva una lista di frasi chiave: “medical emergency”, “fire”, “robbery”, “I need police”. Evita di muoverti da solo in gallerie o tratti trafficati: attendi istruzioni dell’operatore e usa punti sicuri e ben illuminati per farti trovare.
Disservizi non urgenti: come segnalarli al Comune di Genova
Buche, lampioni spenti, rifiuti abbandonati, segnaletica danneggiata o alberi da potare non sono emergenze se non c’è pericolo immediato. In questi casi, usa i canali del Comune di Genova sportelli URP portale online per segnalazioni, e contatti dei singoli Municipi. Allega sempre indirizzo preciso, una descrizione sintetica e, se possibile, foto scattate in sicurezza. Per criticità di viabilità o piccoli incidenti senza feriti, contatta la Polizia Locale tramite i recapiti non di emergenza indicati sul sito istituzionale.
Definisci la priorità“alto” se esiste un rischio concreto (coperchi di tombini mancanti, rami pendenti su passaggi pedonali), “medio” per disagi rilevanti ma non pericolosi, “basso” per inconvenienti estetici o ripristini non urgenti. Evita duplicazioni: se il problema è già stato segnalato, aggiungi solo informazioni utili (nuova foto, localizzazione esatta evoluzione). Una segnalazione chiara e rispettosa aiuta gli uffici a pianificare gli interventi senza intasare le linee di emergenza.



