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L’addio collettivo a Monica e Giorgia: la comunità universitaria si stringe a Pegli

La chiesa di San Francesco a Pegli ha accolto studenti, colleghi e familiari per i funerali di Monica Montefalcone e della figlia Giorgia Sommacal, scomparse il 14 maggio durante un'immersione alle Maldive. Tra i presenti il rettore e il mondo accademico, mentre a Padova si svolgevano i funerali del capobarca Gianluca Benedetti

L’addio collettivo a Monica e Giorgia: la comunità universitaria si stringe a Pegli

Una folla silenziosa ha riempito la chiesa di San Francesco a Pegli per tributare l’ultimo saluto a monica montefalcone e a sua figlia Giorgia Sommacal, entrambe decedute il 14 maggio durante un’immersione nelle grotte subacquee delle Maldive.

La commemorazione, presieduta dall’arcivescovo mons. Marco Tasca e dal parroco don Piero Cattaneo, ha visto la partecipazione di studenti, colleghi, amici e rappresentanti dell’Università di Genova, che hanno voluto omaggiare il legame umano e professionale tra le due vittime e la comunità locale.

Una comunità che si raccoglie attorno alla famiglia

All’interno della chiesa, i due feretri sono stati sistemati vicini, accompagnati dallo stendardo dell’Università e da corone di fiori. Tra i presenti figuravano il rettore Federico Delfino, docenti e ricercatori del dipartimento, oltre a numerosi studenti che hanno voluto rendere omaggio alla docente e alla sua famiglia. La scena ha restituito un senso di vicinanza collettiva al marito Carlo e al figlio Matteo, avvolti dall’affetto degli amici e dei compagni.

Ricordi personali e parole dal pulpito

Dal pulpito sono emerse riflessioni sulla fede e sul lutto; don Piero ha ricordato il tatuaggio che Monica portava sul braccio, tratto dal Salmo 23, come segno della sua fede profonda. L’omelia di mons. Tasca ha sottolineato che la memoria dei sorrisi e degli affetti non viene cancellata dalla morte, e ha invitato a coltivare il coraggio della speranza nei momenti di dolore.

Testimonianze intime: amici, studenti e il fidanzato

Tra gli interventi più toccanti, quelli di studenti e amici che hanno descritto Monica come una figura di riferimento nel mondo accademico e Giorgia come una giovane solare e determinata. Il fidanzato di Giorgia, Federico Colombo, ha parlato dal cuore, ricordando la quotidianità condivisa e la sensazione di casa che la ragazza sapeva donare: parole che hanno scosso la chiesa e suscitato un lungo applauso.

Il mondo accademico in lutto

I colleghi hanno reso omaggio alla carriera di Monica, docente e ricercatrice stimata, evidenziando l’impegno nella ricerca e nell’insegnamento. Nomi come Giorgio Bavestrello, Elisabetta Rampone e altri esponenti del dipartimento hanno ribadito l’importanza del suo lavoro e la volontà di proseguire il testimone scientifico lasciato dalla docente.

Altri funerali collegati e riconoscimenti istituzionali

Mentre a Genova si svolgevano i funerali di madre e figlia, a Padova si teneva la cerimonia per Gianluca Benedetti, il capobarca recuperato tra le vittime dell’incidente. Anche lì centinaia di persone si sono raccolte per salutare l’uomo che lavorava alle Maldive e che conservava legami profondi con la sua comunità di origine.

Un riconoscimento per chi ha permesso l’addio

Nel contesto delle esequie, è stata ricordata l’operazione di recupero che ha consentito a famiglie e amici di avere un ultimo saluto: il Presidente della Repubblica ha conferito un’onorificenza al team estero coinvolto nel recupero, a riconoscimento dell’impegno profuso in condizioni complesse.

Il retaggio umano e professionale

Più che un rito funebre solenne, la cerimonia a Pegli ha assunto i contorni di un racconto corale: studenti che portavano fiori, amici che hanno letto ricordi personali, colleghi che hanno richiamato il valore della ricerca scientifica. In questo tessuto di relazioni si è manifestato il desiderio di trasformare il lutto in memoria attiva, affinché il contributo umano e professionale di Monica continui a essere ricordato e valorizzato.

All’uscita dei feretri, la comunità ha manifestato il proprio affetto con lunghi applausi e silenzi rispettosi. Il gesto collettivo ha sottolineato quanto la perdita abbia toccato non solo chi era più vicino alle vittime, ma anche chi le aveva incontrate attraverso l’insegnamento, la ricerca o l’amicizia.

Rimane, in chi ha partecipato, la volontà di tenere vive le tracce di quelle persone: i ricordi, le parole condivise e l’esempio dato nella vita quotidiana, che nei cuori resta come un’eco più forte del dolore.

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