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Pierluigi Parodi condannato per truffa aggravata: il caso dei preziosi non restituiti

Un noto gioielliere genovese è stato condannato per truffa aggravata dopo aver trattenuto tre orologi di lusso per un valore di 50 mila euro. Scopri i dettagli della vicenda.

Pierluigi Parodi condannato per truffa aggravata: il caso dei preziosi non restituiti

In un caso che ha scosso il mondo dei gioiellieri e dei collezionisti di orologi di lusso Pierluigi Parodi, noto gioielliere genovese, è stato condannato per la seconda volta in un anno per truffa aggravata e mancata esecuzione di un provvedimento del giudice. La vicenda, che risale al 2026, ha visto il coinvolgimento di tre preziosi orologi di marca, tra cui un Patek Philippe Nautilus un Rolex GMT Master e un Audemars Piguet per un valore complessivo di 50 mila euro.

La storia ha inizio durante il periodo di pandemia Covid-19 quando un cliente di lunga data di Parodi gli affidò i tre orologi per interventi di pulizia e riparazione. Mentre altri orologi venivano restituiti tempestivamente, i tre pezzi di pregio sembravano scomparire nel nulla, con il gioielliere che adduceva problemi nella ricerca di pezzi di ricambio. La situazione precipitò quando il cliente notò la chiusura del negozio e la mancanza di comunicazione da parte del gioielliere, che si rese irreperibile.

La denuncia e il processo

Il cliente, assistito dall’avvocato Ferdinando Stucci, presentò una querela che portò alla condanna di Parodi, difeso dall’avvocata Nadia Dagani. Durante il processo, emersero dettagli preoccupanti: Parodi aveva dichiarato falsamente all’ufficiale giudiziario di possedere gioielli per un valore di 26 mila euro, quando in realtà il loro valore era di soli 260 euro. Inoltre, il gioielliere era già stato condannato nel giugno dello scorso anno per accuse simili, con una pena di due anni e tre mesi.

Le precedenti condanne

La precedente condanna riguardava un altro cliente, assistito dall’avvocato Chiara Antola, che aveva affidato a Parodi un anello con diamante da tre carati, tre Rolex due sveglie e una cornice Cartier per un valore totale di 100 mila euro. L’anello era stato trovato in un banco dei pegni, dove Parodi lo aveva portato. Questa vicenda aveva già sollevato dubbi sulla condotta del gioielliere, ma la recente condanna per truffa aggravata ha confermato i sospetti.

Le conseguenze legali

La condanna di Parodi a due anni e mezzo per truffa aggravata e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice rappresenta un duro colpo per il suo buon nome nel settore. Nonostante sia stato assolto dall’accusa di appropriazione indebita per tre gioielli del valore di 5 mila euro, la sua attività è stata messa in discussione, soprattutto perché era in liquidazione dal 2015, un dettaglio che non aveva mai rivelato ai suoi clienti.

La vicenda di Pierluigi Parodi solleva importanti questioni sulla trasparenza e l’etica nel settore dei gioiellieri, ricordando a tutti l’importanza di affidarsi a professionisti affidabili e di conoscere i propri diritti in caso di frode.

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