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Procura di Genova richiede rinvio a giudizio per datore e capocantiere

Un blocco di cemento da oltre due tonnellate ha stravolto la vita di Pietro Greco, scatenando un procedimento penale contro datore e capocantiere.

Procura di Genova richiede rinvio a giudizio per datore e capocantiere

Il 4 settembre 2023 un episodio drammatico ha colpito il cantiere ferroviario del porto di Genova, nella zona compresa fra calata Bettolo e calata Rugna. Pietro Greco, operaio di 67 anni impiegato dalla ditta Centro Meridionale Costruzioni (CMC), è stato investito alla testa da un blocco di cemento pesante più di due tonnellate, caduto durante la movimentazione.

Le dinamiche dell’incidente

Secondo le ricostruzioni fornite dalla Procura, Greco stava trasportando, insieme a un collega, un new jersey in cemento del peso complessivo di 2,1 tonnellate, sovrastato da una rete metallica. Per sollevare il manufatto i due operai avevano impiegato un bobcat e, per agevolare il movimento, Greco aveva posizionato dei piccoli quadrotti di legno sotto il blocco. Durante la manovra, il blocco si è ribaltato, colpendo la testa dell’operaio e provocandogli lesioni traumatiche severe.

Il ruolo delle attrezzature e delle procedure

Il produttore del cemento aveva indicato due metodi sicuri per lo scarico: l’uso di una barra metallica con braga, oppure l’impiego di apposite tasche per le forche di un mezzo adeguato. Nel piano di sicurezza redatto da CMC non era prevista alcuna di queste soluzioni; il documento menzionava genericamente l’uso di un autocarro, senza specificare le modalità di ancoraggio o le distanze di sicurezza. Questo vuoto ha lasciato gli operai a gestire il peso con strumenti non idonei, creando la condizione di estremo pericolo che si è concretizzata nell’incidente.

Le indagini della Procura di Genova

Il pubblico ministero Daniele Pischetola, responsabile del fascicolo, ha diretto le indagini verso la Procura di Genova. L’accusa si concentra su due figure: il datore di lavoro, rappresentato da CMC, e il capocantiere, designato come preposto del cantiere. Alla base delle contestazioni vi è la presunta assenza di un piano operativo di valutazione dei rischi, nonché la mancata individuazione di attrezzature appropriate per la movimentazione di carichi così massivi.

Il capocantiere, che aveva osservato i due operai al lavoro, è ritenuto colpevole di non aver interrotto la procedura non conforme, nonostante la sua mansione prevedesse proprio il controllo della sicurezza sul posto. Le registrazioni video del cantiere hanno mostrato il preposto avvicinarsi agli operai, accertarsi delle attività e poi allontanarsi senza dare alcun ordine di sospensione.

Rinvio a giudizio per omicidio colposo

Dopo aver escluso la responsabilità del collega di Greco, che era stato inizialmente incluso nel registro degli indagati, la Procura ha richiesto il rinvio a giudizio per il datore di lavoro e il capocantiere, entrambi accusati di omicidio colposo. La fattispecie giudiziaria prevede che la mancata adozione di misure di sicurezza adeguate, unitamente alla negligenza del capocantiere, abbia causato la morte di Greco dopo un anno di ricovero presso l’ospedale San Martino di Genova.

Il caso è legato a un appalto da 175 mila euro tra l’Autorità di Sistema Portuale (ADSP) e CMC, relativo alla demolizione di 769 metri di vecchi jersey e alla posa di oltre 1300 metri di nuovi. Testimoni hanno dichiarato che, in precedenti interventi, i blocchi erano stati spostati con camion e escavatori, ma in quella giornata gli operai hanno scelto un caterpillar non idoneo, contribuendo a una “modalità operativa a dir poco fantasiosa”.

Il giudice dell’udienza preliminare dovrà ora valutare la richiesta della Procura e decidere se disporre il processo. In caso di conferma, il datore di lavoro e il capocantiere potranno essere condannati per aver messo a rischio la vita di un operaio, violando in maniera grave le norme di prevenzione e sicurezza sul lavoro gestite dalla struttura ASL3, diretta dall’Ing. Gabriele Mercurio.

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