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Sentenza ponte Morandi: le pene per i responsabili del crollo del 2018

Il tribunale di Genova ha emesso le condanne per il crollo del ponte Morandi, con 12 anni a Giovanni Castellucci e altri 31 imputati

Sentenza ponte Morandi: le pene per i responsabili del crollo del 2018

Il tribunale di Genova ha emesso oggi la sentenza di primo grado per il crollo del ponte Morandi avvenuto il 14 agosto 2018 e che causò la morte di 43 persone. L’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci è stato condannato a 12 anni di carcere per omicidio colposo plurimo e crollo colposo.

La sentenza ha coinvolto 32 condannati su 57 imputati con pene che vanno da 5 anni e 6 mesi a 11 anni di reclusione. La procura aveva richiesto quasi 400 anni di carcere complessivi. Tra gli altri condannati, Michele Donferri Mitelli ex numero tre di Aspi, ha ricevuto 11 anni mentre Paolo Berti e Antonino Galatà sono stati condannati a 5 anni e 6 mesi ciascuno.

Le responsabilità e le condanne

Le condanne sono state emesse per vari reati, tra cui crollo colposoomicidio colposo e omicidio stradale. La procura aveva richiesto pene più severe, ma la corte ha ritenuto di applicare sconti di pena per alcuni imputati. Tra i condannati ci sono anche Mauro Coletta ex direttore della vigilanza sulle concessioni autostradali del Mit, condannato a 5 anni e Gabriele Camomilla ex direttore centrale delle manutenzioni di Aspi, condannato a 6 anni.

La sentenza ha confermato in buona parte la tesi accusatoria, ma la procura ha annunciato che farà appello per il mancato riconoscimento dell’aggravante lavoristica rispetto agli omicidi colposi. Il procuratore di Genova, Nicola Piacente ha dichiarato che analizzeranno attentamente le motivazioni della sentenza.

Le reazioni delle vittime e delle istituzioni

Egle Possetti, presidente del Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi ha espresso soddisfazione per la sentenza, sottolineando che le responsabilità sono state chiaramente individuate. “Era inaccettabile che questa vicenda potesse finire senza imputati e senza pene importanti”, ha dichiarato Possetti.

Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci ha definito la sentenza un “passaggio importante nel percorso di verità e giustizia”, rinnovando la vicinanza alle famiglie delle vittime. “Il ricordo di quelle vittime è sempre vivo e continuerà a guidare il nostro impegno”, ha aggiunto Bucci.

Il processo e le indagini

Il processo è durato quattro anni con indagini che hanno coinvolto 69 persone e le società ASPI e Spea Engineering. Le perizie tecniche hanno attribuito il crollo a difetti esecutivi del progetto originale e alla mancata manutenzione della struttura. Le società ASPI e Spea Engineering hanno patteggiato versando circa 30 milioni di euro e sono state escluse dal processo penale.

La difesa di Castellucci e altri imputati si era basata sulla tesi di un vizio occulto un difetto nella costruzione del ponte risalente agli anni Sessanta che non sarebbe mai stato individuato da nessun tecnico prima del crollo. Tuttavia, la corte ha ritenuto questa tesi non sufficientemente fondata per evitare le condanne.

La sentenza rappresenta un punto fermo nel percorso di giustizia per le vittime del crollo del ponte Morandi, ma il processo di appello potrebbe portare ulteriori sviluppi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro tre mesi.

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