I sindaci di dieci comuni dell’alta Val Bisagno e della Val Trebbia hanno espresso forte preoccupazione per la situazione dei trasporti pubblici gestiti da Amt. In una lettera inviata alla Città Metropolitana di Genova e ai vertici dell’azienda, i primi cittadini hanno evidenziato ritardi nella predisposizione di un piano per l’autunno e criticità legate alla sperimentazione dei bus provinciali nelle tratte urbane.
La situazione è particolarmente critica per gli utenti che utilizzano i bus provinciali, spesso già al completo prima di affrontare le tratte urbane. Questo provoca gravi disagi, con utenti costretti ad attendere corse successive, con ripercussioni sulla vita lavorativa, sanitaria, scolastica e sociale.
Disagi quotidiani e richieste urgenti
I sindaci di Bargagli, Davagna, Fascia, Fontanigorda, Gorreto, Montebruno, Propata, Rondanina, Rovegno e Torriglia hanno sottolineato come i bus provinciali, strutturati per un’utenza prevalentemente seduta, non siano adatti a trasportare passeggeri in piedi. Questo problema è aggravato dal fatto che gli autisti, per evitare sanzioni, non possono far salire utenti alle fermate successive una volta esauriti i posti a sedere.
Per questo motivo, i sindaci hanno richiesto un incontro urgente con Amt per evitare situazioni di disservizio e conflittualità. “Non possiamo rischiare di arrivare a settembre con incertezze o criticità frutto di scelte non condivise”, hanno dichiarato, sottolineando l’importanza di garantire una mobilità adeguata per gli abitanti delle valli, già a rischio di spopolamento.
Testimonianze di pendolari
Le difficoltà dei pendolari sono confermate dalle testimonianze di utenti come Annalisa Anleri e Valentina Palermo. “Ogni giorno è un terno al lotto”, racconta Annalisa, che ogni mattina deve affrontare bus già stracolmi alla sua fermata. “Spesso il bus è pieno e non si sale, quindi parte la corsa al treno”, spiega.
Valentina, che utilizza quotidianamente le linee 13-14 e 34 in Val Bisagno, denuncia la mancanza di rispetto degli orari e le coincidenze mancate. “Non c’è giorno in cui vengano rispettati gli orari”, afferma, sottolineando come l’app di Amt non sia affidabile e le corse saltino quotidianamente.
Le testimonianze evidenziano una situazione di disagio diffuso, con bus piccoli e frequenze insufficienti, soprattutto nel periodo estivo quando le scuole sono chiuse. “La gente che va a lavorare arriva anche con un’ora di ritardo per fare una tratta di 8 chilometri”, conclude Valentina.
La sperimentazione dei bus provinciali
Dal 3 agosto è partita una sperimentazione che permette ai bus provinciali di essere utilizzati anche nelle tratte urbane. Tuttavia, questa iniziativa ha generato allarme tra la popolazione, poiché i mezzi extraurbani non sono adatti a trasportare un numero elevato di passeggeri in piedi.
Gli autisti, una volta esauriti i posti a sedere, sono obbligati a non far salire utenti alle fermate successive per evitare sanzioni. Questo provoca ulteriori disagi, con utenti costretti ad attendere corse successive o a cercare alternative come il treno.
I sindaci delle valli genovesi sperano che l’incontro urgente con Amt possa portare a soluzioni concrete per migliorare la situazione dei trasporti pubblici, garantendo una mobilità adeguata per tutti gli abitanti delle valli.



