Il Comune di Sestri Levante ha approvato un provvedimento mirato a contrastare la desertificazione commerciale nelle zone periferiche del territorio: si tratta di un bando che mette a disposizione incentivi fino a 2.000 euro per chi apre o conserva attività di vicinato e laboratori artigianali nelle frazioni identificate. L’iniziativa vuole tutelare la presenza di servizi quotidiani e mantenere un presidio sociale nei nuclei minori, in particolare per persone con ridotta mobilità o per anziani che fanno affidamento sulla bottega di quartiere.
Il bando è aperto fino al 31 dicembre 2026 e si rivolge alle micro imprese che intendono avviare una attività di vicinato alimentare o un laboratorio artigianale, come panifici, rosticcerie, gelaterie e pastifici. Le risorse stanziate ammontano a 4.000 euro complessivi: il criterio privilegiato è la creazione di nuove aperture, mentre le attività già esistenti nelle frazioni potranno accedere al contributo in via secondaria.
Dettagli del bando
Il testo del bando definisce paletti chiari sui benefici e sugli obblighi: chi riceverà il contributo dovrà mantenere l’attività per almeno cinque anni, garantire l’apertura per almeno tre giorni a settimana per un periodo minimo di dieci mesi l’anno e non procedere alla chiusura di altre unità locali preesistenti nella stessa area nei due anni successivi alla concessione. Queste condizioni sono pensate per evitare che il sostegno produca effetti temporanei e per assicurare una continuità del servizio che giustifichi l’investimento pubblico.
Requisiti e impegni
Possono partecipare al bando le micro imprese che avviano o gestiscono le attività previste: il focus è su esercizi di prossimità e su laboratori artigianali con produzione locale. La priorità viene data alle nuove aperture, mentre le attività già presenti nelle frazioni sono ammesse in subordine. Gli operatori interessati devono rispettare i vincoli sull’orario e sulla durata dell’attività e fornire documentazione che attesti la regolarità dell’impresa. L’amministrazione comunale potrà verificare il rispetto degli impegni nel corso degli anni previsti.
Frazioni coinvolte e criteri di accesso
Il sostegno riguarda specifiche località del territorio comunale, elencate nel bando: Santo Stefano del Ponte e Pietra Calante, San Bartolomeo della Ginestra, Lavagnina, Santa Vittoria e Santa Margherita di Fossa Lupara, Montedomenico, Villa Libiola e Villa Tassani, San Bernardo, Villa Loto e Villa Azaro. L’individuazione delle frazioni deriva dall’analisi delle aree a rischio di spopolamento commerciale: l’obiettivo è concentrare gli sforzi dove la perdita di un punto vendita avrebbe maggior impatto sociale. I criteri di valutazione privilegiano progetti che propongano servizi essenziali e soluzioni sostenibili nel tempo.
Motivazioni, reazioni e prospettive
L’amministrazione giustifica l’intervento sottolineando che una piccola bottega o un panificio non sono soltanto un’attività economica, ma un luogo di relazione e un punto di riferimento per la comunità. L’assessore al Commercio, Luca Bacherotti, ha richiamato il valore sociale dei presidi commerciali nelle frazioni e la necessità di misure concrete per non disperdere il tessuto urbano. Il sindaco, Francesco Solinas, ha evidenziato come, nonostante i mutamenti nelle abitudini di consumo, resti costante l’esigenza umana di un contatto quotidiano con il negozio di fiducia.
Prospettive future
Il provvedimento viene descritto come un primo passo: l’amministrazione prevede di monitorare gli esiti e valutare eventuali sviluppi per ampliare o modificare gli strumenti di sostegno. Per gli operatori locali e per i residenti delle frazioni, il bando rappresenta un’opportunità per rafforzare la presenza di servizi di prossimità. Nel frattempo, il Comune invita gli interessati a informarsi sui dettagli procedurali e a presentare le domande entro la scadenza indicata nel bando, ricordando che la misura è pensata per promuovere una rete di servizi sostenibile e duratura sul territorio.