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Mercato immobiliare: calo degli affitti ad agosto 2026, ma la Sicilia tiene

Il mercato degli affitti in Italia registra un rallentamento ad agosto 2026, ma alcune città come Genova e la Sicilia mostrano una resistenza notevole

Mercato immobiliare: calo degli affitti ad agosto 2026, ma la Sicilia tiene

Il mercato delle locazioni residenziali in Italia sta vivendo un momento di transizione. Secondo le ultime rilevazioni, ad agosto 2026 si è registrato un calo medio del 1,7% rispetto al mese precedente, con una media nazionale di 14,6 euro al metro quadro. Questo dato segna un’inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti, dove si erano registrati rialzi sostenuti.

La nuova metodologia di rilevazione adottata per l’elaborazione dell’indice dei prezzi ha permesso di isolare ed escludere gli affitti stagionali e turistici, offrendo una rappresentazione più accurata del mercato residenziale convenzionale. Questo ha permesso di delineare con maggiore precisione l’effettivo andamento dei prezzi sostenuti dalle famiglie e dagli inquilini residenti.

Le città più colpite dal calo degli affitti

Tra le grandi città, Roma ha registrato una flessione mensile del 2,8% attestandosi a 19,1 euro/m² mentre Napoli ha visto un calo dell’1,3%. Milano, pur confermandosi la città più onerosa d’Italia con 22,3 euro al metro quadro ha mostrato un ridimensionamento dello 0,5%. Venezia e Firenze hanno registrato riduzioni ancora più marcate, rispettivamente del 3,6% e del 3,1%.

Tra le grandi città, solo Torino ha mostrato un incremento dell’1,3% raggiungendo il suo massimo storico a 13,1 euro al metro quadro. A livello regionale, il Lazio, il Friuli-Venezia Giulia, la Toscana e la Campania hanno guidato i cali mensili più consistenti, mantenendo comunque livelli di prezzo assoluti elevati.

La Sicilia: un mercato in controtendenza

In questo quadro generale, la Sicilia si distingue per una dinamica di sostanziale tenuta. Con una flessione mensile contenuta ad appena lo 0,3% l’isola registra uno dei cali più lievi dell’intera penisola e conferma un trend di crescita su base annuale solido e in controtendenza rispetto alla media nazionale.

Per comprendere appieno lo stato attuale del mercato siciliano, è necessario analizzare la traiettoria percorsa nell’ultimo anno. Tra settembre e novembre 2025, i canoni medi regionali si sono mantenuti stabili attorno alla soglia di 7,7 euro al metro quadro con variazioni mensili contenute o lievemente negative. A partire da dicembre 2025, tuttavia, la spinta rialzista ha ripreso vigore, portando il prezzo medio a 7,9 euro/m² a gennaio 2026.

La tendenza all’incremento è proseguita in modo costante per tutta la prima metà del 2026, con i prezzi che sono saliti a 8,0 euro/m² tra febbraio e marzo, per poi toccare gli 8,1 euro/m² in aprile e maggio, fino a stabilizzarsi sulla quota di 8,2 euro/m² nel trimestre estivo. Questa continuità ha permesso alla regione di registrare variazioni annuali a doppia cifra o prossime al +6% per gran parte del 2026, culminando nel +5,7% misurato ad agosto rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

La mappa delle province siciliane

Dietro la media regionale di 8,2 euro/m² si cela una spiccata eterogeneità tra i diversi mercati provinciali e urbani dell’isola. Le dinamiche locali riflettono contesti socio-economici differenti, in cui la domanda legata allo studio, al lavoro, ai servizi metropolitani e alle attrattive residenziali costiere genera andamenti divergenti sia sul breve sia sul lungo periodo.

La provincia di Messina si posiziona al vertice della classifica regionale per i costi di locazione, raggiungendo ad agosto 2026 una media di 8,9 euro al metro quadro. Questo valore coincide con il massimo storico mai registrato nell’area messinese e rappresenta il punto d’arrivo di una crescita imponente su base annua, pari al +13,6%.

Palermo segue a brevissima distanza con un canone medio di 8,8 euro al metro quadro. Il capoluogo di regione mostra una lieve flessione mensile dello 0,5% rispetto al picco di 8,9 euro/m² toccato nel mese di luglio 2026, ma mantiene un saldo annuale ampiamente positivo (+5,7%).

Genova: un’eccezione nel panorama nazionale

Mentre il mercato nazionale degli affitti registra una frenata, Genova si muove in controtendenza e vede salire i prezzi delle locazioni dell’1,8%. Questo dato è particolarmente significativo se si considera che la media nazionale è scesa dell’1,7% su base mensile, riportando la media della Penisola a 14,6 euro al metro quadro.

Il dato segna un’inversione di rotta anche su base annua, con un ribasso dello 0,8% rispetto ad agosto 2025. L’analisi evidenzia un calo diffuso, che coinvolge 53 capoluoghi su 94 monitorati a fronte di 38 città in crescita e 3 stabili.

Le correzioni al ribasso interessano gran parte dei principali mercati urbani italiani. Venezia cede il 3,6% Firenze perde il 3,1% e Roma arretra del 2,8%. Milano registra una lieve flessione dello 0,5% rimanendo comunque la piazza più onerosa della penisola con 22,3 euro al metro quadro.

A livello regionale, la Liguria si conferma in territorio positivo con un rialzo dello 0,6% a fronte di contrazioni marcate in Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Toscana.

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