La Liguria è in procinto di varare l’autonomia differenziata, una riforma che promette di cambiare radicalmente diversi settori chiave della regione. Mercoledì, il Consiglio regionale si riunirà in una seduta fiume per approvare gli schemi di intesa definitivi tra Regione e Governo. La decisione è già al centro di aspre polemiche politiche.
L’autonomia differenziata in Liguria toccherà diversi ambiti, tra cui la sanità, la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare. Ma è proprio il settore sanitario a sollevare le maggiori critiche, con l’opposizione che accusa la maggioranza di voler approvare la riforma a tutti i costi.
Sanità: fondi integrativi e disavanzi
Il punto più controverso riguarda la sanità. La Regione Liguria, d’intesa con i ministeri della Salute e dell’Economia, potrà istituire e gestire fondi sanitari integrativi oltre al riparto del fondo sanitario nazionale. Questo permetterà di destinare risorse per l’assunzione di personale, l’incremento delle prestazioni aggiuntive e la gestione autonoma delle risorse statali per gli investimenti.
Il governatore Marco Bucci aveva sostenuto che “Poter fare un fondo integrativo con risorse regionali in aggiunta a quelle che ci dà lo Stato ci garantisce i Lea e quello che vogliamo fare in più per i nostri cittadini”. Tuttavia, il Partito Democratico ha sollevato dubbi, sottolineando che la Liguria ha chiuso il 2025 con un disavanzo di 125,7 milioni di euro.
“Chi ha maggiori disponibilità economiche potrà offrire condizioni migliori a medici, infermieri e operatori sanitari, mentre chi ha i conti in difficoltà non avrà la stessa possibilità”, ha dichiarato l’opposizione. La paura è che la Liguria, già in difficoltà, possa perdere ulteriormente personale e servizi.
Protezione civile: poteri e risorse
Un’altra rivoluzione riguarda la protezione civile. Con le nuove regole, la Regione potrà emettere ordinanze in deroga alla disciplina statale anche senza attendere la deliberazione dello stato d’emergenza da parte del Consiglio dei ministri. Queste ordinanze potranno autorizzare l’apertura di contabilità speciali presso la tesoreria dello Stato nei limiti del Fondo regionale di protezione civile, che ammonta a 20 milioni complessivi.
L’intesa stabilisce automaticamente che il commissario all’emergenza sia il presidente della Regione, che può indicare un’altra persona. Inoltre, la Regione potrà formare e reclutare personale a tempo determinato, rafforzando così la capacità di risposta alle emergenze.
Professioni e previdenza: nuove opportunità
In materia di professioni, la Regione Liguria potrà istituire elenchi con obbligo di iscrizione per quelle figure che presentano un nesso diretto con le caratteristiche del territorio. Un esempio tipico è quello degli skipper e altre figure legate alla nautica e alla blue economy. Restano vietate discriminazioni in base a provenienza territoriale e luogo di residenza.
Per quanto riguarda la previdenza complementare, la Regione potrà promuovere forme di previdenza integrativa su base regionale, anche attraverso la stipula di convenzioni con fondi pensioni già esistenti. L’ente stesso assumerà la rappresentanza negoziale per contratti o accordi collettivi che riguardino il personale dipendente della Regione, degli enti pubblici regionali e del sistema sanitario.
Le critiche dell’opposizione
L’opposizione, composta da Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Lista Orlando Presidente, ha accusato la maggioranza di voler approvare la riforma a tutti i costi senza un adeguato confronto. “È inaccettabile che su una questione così delicata prevalga la logica dell’obbedienza alle direttive della Lega”, hanno dichiarato.
“La Liguria ha bisogno di un Consiglio regionale che discuta e scelga nell’interesse dei liguri, non di un’istituzione che si limita a imporre decisioni assunte dalla maggioranza nazionale”, hanno aggiunto. L’opposizione ha promesso di fare un’opposizione ferma e responsabile in aula, sottolineando che i diritti dei cittadini vengono prima di qualsiasi gioco politico.
Dall’altra parte, la Lega ha difeso la riforma, sostenendo che porterà benefici e vantaggi per i liguri. “L’autonomia, che è prevista pure dalla Costituzione, non è un gioco politico come sostiene il centrosinistra, ma significa maggiori opportunità, risorse, tutele e sviluppo del nostro territorio”, ha dichiarato la capogruppo regionale della Lega Sara Foscolo.



