Il Consiglio regionale della Regione Liguria ha approvato mercoledì lo schema di intesa definitivo con il Stato sull’autonomia differenziata votando 17 favorevoli e 12 contrari nella seduta che ha aggiornato il quadro politico regionale.
La decisione ha suscitato critiche e difese nette perché riguarda materie sensibili come la Salute la protezione civile le professioni e la previdenza complementare, e perché si inserisce nel dibattito più ampio previsto dall’articolo 116, terzo comma della Costituzione. Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2026.
Perché la votazione conta per la sanità e l’economia regionale
Lo schema autorizza la Regione a istituire e gestire fondi sanitari integrativi oltre al riparto del fondo sanitario nazionale, consentendo di destinare risorse per assunzioni e prestazioni. Il presidente Marco Bucci aveva sottolineato l’importanza della misura per garantire i Lea e possibilità aggiuntive: “Poter fare un fondo integrativo con risorse regionali in aggiunta a quelle che ci dà lo Stato ci garantisce i Lea e quello che vogliamo fare in più per i nostri cittadini”.
Il tema economico è centrale: la Liguria aveva chiuso il 2025 con un disavanzo di 125,7 milioni di euro, fatto richiamato dal Partito Democratico e dagli altri gruppi di opposizione come elemento che può influenzare la capacità di spesa regionale e la concorrenza tra territori.
Modifiche alla protezione civile e poteri del Presidente
Lo schema attribuisce alla Regione poteri operativi in materia di protezione civile, inclusa la possibilità di emanare ordinanze in deroga alla disciplina statale e di aprire contabilità speciali nei limiti del Fondo regionale di protezione civile, fissato in 20 milioni complessivi. Il testo stabilisce che il commissario all’emergenza sia il Presidente della Regione, che potrà delegare la funzione a un’altra persona.
La maggior autonomia nella gestione delle emergenze è stata difesa da Bucci con l’argomentazione che permette rimborsi più rapidi alle vittime di eventi come le alluvioni. Il provvedimento autorizza inoltre nuove forme di reclutamento a tempo determinato per rafforzare la capacità di risposta.
Professioni, previdenza complementare e novità operative
In materia di professioni, la Regione potrà istituire elenchi con obbligo di iscrizione per figure legate al territorio, con divieto di discriminazioni basate sulla provenienza o residenza. Tra gli esempi citati nelle previsioni vi sono figure legate alla nautica e alla blue economy.
La Regione potrà promuovere forme di previdenza integrativa su base regionale e stipulare convenzioni con fondi pensione esistenti, assumendo la rappresentanza negoziale nelle relazioni con il personale regionale e del sistema sanitario.
Polemiche politiche e votazioni in aula
L’opposizione composta da Partito DemocraticoAlleanza Verdi e SinistraMovimento 5 Stelle e Lista Orlando Presidente ha contestato il metodo e il merito della scelta, definendo inaccettabile la premura con cui si è proceduto. I gruppi di opposizione hanno affermato che “È inaccettabile che su una questione così delicata prevalga la logica dell’obbedienza alle direttive della Lega” e hanno promesso un’opposizione ferma e responsabile in aula.
La maggioranza guidata dalla Lega ha invece difeso il risultato come una conquista politica importante. La capogruppo regionale della Lega, Sara Foscolo ha dichiarato che “L’autonomia, che è prevista pure dalla Costituzione, non è un gioco politico come sostiene il centrosinistra, ma significa maggiori opportunità, risorse, tutele e sviluppo del nostro territorio”.
Un voto determinante in aula è stato quello di Gianmarco Medusei, che ha sostenuto il provvedimento dopo il suo passaggio a una diversa collocazione politica. Medusei ha commentato il proprio voto con la frase “meglio poco che nulla” e ha rassegnato le dimissioni da vicepresidente della V Commissione.
Implicazioni pratiche e punti aperti
Il via libera dello schema apre alla possibilità che la Liguria gestisca in modo autonomo risorse per investimenti sanitari, reclutamenti e gestione delle emergenze, ma lascia aperte questioni pratiche sull’impatto distributivo delle risorse tra regioni con conti più o meno sani e sulla capacità di attrarre e trattenere personale sanitario in presenza di differenziali economici.
Il provvedimento è stato votato mercoledì dal Consiglio regionale e resta soggetto a eventuali passaggi amministrativi e tecnici per l’attuazione delle intese con lo Stato. Chi vorrà seguire l’attuazione dovrà monitorare gli atti attuativi e le decisioni di spesa che seguiranno al concreto avvio dei fondi e delle nuove competenze.



