14 Ottobre 2026 🌤 20°

Sicurezza a Genova: 1,16 mln euro, CPR e alloggi per agenti

Il ministro dell'Interno presenta a Genova un presidio stabile, fondi per la sicurezza e un progetto di centro per i rimpatri, puntando anche a maggiori espulsioni di irregolari coinvolti nello spaccio.

Sicurezza a Genova: 1,16 mln euro, CPR e alloggi per agenti

Durante una riunione tenutasi nella sede della Prefettura di Genova, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha illustrato un pacchetto di interventi mirati a contrastare il fenomeno dello spaccio di droga nel centro storico. L’incontro, alla presenza del sindaco Silvia Salis e del capo della Polizia di Stato, ha messo al centro la creazione di un presidio permanente, il potenziamento delle operazioni di controllo e l’avvio di un percorso per un Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) in Liguria.

Nuovo presidio di polizia nel cuore di Via Prè

Il punto focale del programma è la realizzazione di un posto di polizia fisso in Via Prè 26-28, un tratto particolarmente sensibile per la presenza di attività illecite. Il Comune di Genova collaborerà nella ricerca di un immobile, possibilmente un bene sequestrato alla criminalità organizzata, per dare al nuovo ufficio una connotazione simbolica di riconquista sul territorio. Parallelamente, le autorità intendono individuare strutture da convertire in alloggi collettivi destinati al personale di turno, riducendo i tempi di spostamento dei vigili tra la sede e le pattuglie nei caruggi.

Alloggi per il personale di turno

La proposta di alloggi è stata definita una priorità per garantire “presenza costante” delle forze dell’ordine. Si prevede una ricerca ampia nel centro storico, con particolare attenzione a immobili già sequestrati, così da trasformare spazi prima associati al crimine in luoghi di sicurezza. Questa strategia punta a creare un legame diretto tra la polizia e la vita quotidiana dei residenti e dei commercianti.

Rafforzamento dei controlli e delle espulsioni di stranieri irregolari

Piantedosi ha sottolineato che una parte consistente delle attività di spaccio è riconducibile a cittadini stranieri privi di regolare permesso di soggiorno. A tal fine, le forze di ordine intensificheranno le operazioni di identificazione e attiveranno le procedure di allontanamento ed espulsione per chi verrà individuato nel corso di controlli sul territorio. Inoltre, la regione beneficerà dell’intervento di unità specializzate, soprannominate “falchi”, addestrate a operare negli spazi ristretti e complessi dei caruggi genovesi.

Finanziamenti, assunzioni e prospettive per un CPR in Liguria

Il ministro ha annunciato l’impiego di 1.160.000 euro provenienti dal Fondo sicurezza urbana per sostenere le iniziative comunali: assunzioni a tempo determinato, pagamento di straordinari per la Polizia Locale e interventi di riqualificazione urbana. Negli ultimi due anni, la presenza delle forze di polizia a Genova è aumentata di 865 unità, con un saldo netto di 154 agenti rispetto alle uscite. Piantedosi ha ricordato il programma nazionale di assunzioni di altre 25.000 unità entro la fine della legislatura, pur non potendo ancora precisare quanti saranno destinati alla città nel 2027. Per quanto riguarda il CPR il governo intende ampliare la rete nazionale, ma la localizzazione e i tempi di realizzazione in Liguria rimangono ancora da definire; nel frattempo verranno utilizzati posti disponibili in altri regioni per le operazioni di rimpatrio.

Il ministro ha concluso evidenziando che l’incontro a Genova rappresenta un momento di transito e non il punto finale di una collaborazione. Un successivo confronto sarà programmato per valutare l’efficacia delle misure adottate e per decidere eventuali integrazioni. Silvia Salis ha ribadito, dal canto suo, che la sicurezza non ha colore politico e che la città accoglie favorevolmente le proposte ministeriali, sperando in una riqualificazione completa del centro storico che includa illuminazione, spazi sociali e un più forte legame tra cittadini e forze dell’ordine.

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