Nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre 2026, un gruppo di turisti ha scelto le colline di Montemarcello nell’area dello Spezzino per una passeggiata panoramica. Tra i partecipanti figurava un uomo di circa ottanta anni, provvisto di scarpe da trekking ma non residente nella provincia di La Spezia, che ha deciso di allontanarsi un po’ dal resto del gruppo per esplorare un sentiero laterale, convinto di poter rientrare senza difficoltà.
Quando le ore sono trascorse senza che l’escursionista tornasse, il capo gruppo ha immediatamente attivato il protocollo di emergenza locale. La segnalazione è stata pervenuta al Comando dei Vigili del Fuoco della Spezia che ha messo in moto una catena di allerta comprendente i Carabinieri il servizio di emergenza 118 e il Soccorso Alpino. L’intervento è stato avviato con la massima urgenza, poiché le condizioni meteorologiche nella zona erano irriguardabili e la vegetazione densa rendeva ogni ricerca più complessa.
Il Comando dei Vigili del Fuoco ha subito inviato due squadre operative, coordinate dall’Unità di Comando Locale (UCL). L’UCL ha svolto il ruolo di centro decisionale, distribuendo compiti specifici e monitorando costantemente le comunicazioni radio, per garantire che ogni risorsa fosse impiegata nel punto più strategico del percorso di ricerca.
Ricerca coordinata nella zona impervia di Montemarcello
Le due squadre dei Vigili del Fuoco hanno iniziato a perlustrare i sentieri più inseriti, facendo uso di cani da ricerca addestrati a seguire tracce olfattive umane. Il terreno, caratterizzato da pendii scoscesi, tratti di roccia scivolosa e una fitta vegetazione di bosco di leccio, ha richiesto l’impiego di metri di corda e dispositivi di ancoraggio per avanzare in sicurezza. Ogni passo è stato documentato per creare una mappa in tempo reale dell’area coperta.
Collaborazione con le forze dell’ordine e il Soccorso Alpino
I Carabinieri hanno posto delle barriere di sicurezza lungo le zone più pericolose e hanno aiutato a delimitare l’area di ricerca, prevenendo ulteriori allontanamenti accidentali. Parallelamente, il Soccorso Alpino ha inviato specialisti esperti di ambiente montano, equipaggiati con ramponi e imbragature, capaci di accedere a tratti che sarebbero risultati impraticabili per le squadre di base. Questa sinergia ha permesso di coprire circa un chilometro di sentiero in meno di un’ora.
Individuazione dell’anziano e primo soccorso
All’incirca un’ora dopo l’allerta iniziale, le forze operative hanno localizzato l’uomo in un avvallamento poco distante dal punto di partenza, in una zona definita impervia per la sua ripida pendenza e la presenza di massi scivolosi. Al contatto diretto, è emerso che l’anziano era in buone condizioni fisiche, senza segni di ferite gravi, di ipotermia o di disorientamento cognitivo, sebbene mostrasse una lieve spossatezza dovuta alla camminata prolungata.
Assistenza sanitaria e trasferimento
Il personale del 118 ha subito effettuato una valutazione medica preliminare, controllando i parametri vitali e verificando l’assenza di lesioni ocultate. Ritenuta la sua stabilità, l’assistenza è passata alla squadra di soccorso in attesa del mezzo di trasporto sanitario. L’anziano è stato affidato agli operatori del 118, che hanno predisposto un’ambulanza per il trasferimento alla struttura sanitaria più vicina, dove è stato sottoposto a controlli più approfonditi.
L’efficace cooperazione tra Vigili del FuocoCarabinieri118 e Soccorso Alpino ha dimostrato quanto sia cruciale un coordinamento interistituzionale in situazioni di ricerca e soccorso. Grazie a una risposta tempestiva e ben organizzata, l’escursionista ha potuto concludere la sua avventura senza conseguenze gravi, evidenziando ancora una volta la capacità di risposta della regione ligure alle emergenze di montagna.



