Il passaggio della corsa rosa sul lungomare di Chiavari ha richiamato un pubblico entusiasta in una giornata di sole: gli spettatori si sono disposti lungo il rettilineo finale, dietro le transenne, con striscioni e cartelloni dedicati al giovane talento locale Andrea Raccagni Noviero. L’ultimo arrivo della grande corsa a Chiavari risaliva al 1958 con la vittoria di Silvano Ciampi, e il ritorno ha un significato sia sportivo sia culturale per la città. Sul posto c’è anche il clima di festa legato al Giro E, l’evento cicloturistico con bici a pedalata assistita che coinvolge appassionati e campioni del passato.
La fase di corsa e la fuga che anima la tappa
La frazione Porcari-Chiavari, di 195 chilometri, si è trasformata in una giornata di attacchi continui: in testa sono rimasti dieci corridori che hanno guidato la gara per gran parte del percorso. Tra loro spicca l’ecuadoriano Narvaez, già autore di due vittorie in questa edizione, affiancato da corridori come Mas, Harper, Van Eetvelt, Barguil e gli italiani Bais, Zana, Crescioli, Scaroni e Ulissi. Il gruppo della maglia rosa, guidato da Afonso Eulalio, controllava la situazione staccato di alcuni minuti, pronto a reagire al momento giusto.
Impatto della fuga sul finale
La presenza di una fuga nutrita ha imposto alle squadre di valutare i tempi e le risorse: il distacco ha oscillato e ha condizionato tattiche e inseguimenti. Il percorso ligure, con saliscendi e asperità ravvicinate, favorisce gli attaccanti e rende il finale imprevedibile; se la testa della corsa riesce a conservare un gap sufficiente, la vittoria può andare a uno di loro. In questa dinamica, la conoscenza del territorio diventa un vantaggio, soprattutto su discese tecniche e curve strette.
Caratteristiche del percorso e punti chiave
Il disegno della tappa in Liguria valorizza i paesaggi costieri e nello stesso tempo impone scelte tattiche decise: si attraversano le Cinque Terre, poi la discesa del Bracco e le due asperità finali, Colla dei Scioli e Cogorno, che possono ribaltare la situazione. L’ultima modifica del tracciato ha riportato il passaggio nella vecchia Chiavari, in viale Martiri della Liberazione, aggiungendo uno scenario suggestivo ma una carreggiata più stretta che complica gli equilibri negli ultimi chilometri.
Seconda tappa ligure e scenari per i velocisti
La successiva frazione Imperia-Novi Ligure, di 175 chilometri, appare più favorevole ai velocisti ma non è priva di insidie: il percorso ripercorre tratti della Milano-Sanremo in senso inverso, sale verso Stella e affronta il Giovo fino al Sassello, con il Bric Berton come trampolino per chi vuole lanciare attacchi di disturbo. Anche qui la tattica potrà sorprendere e rovinare i piani degli sprinter, rendendo le due giornate liguri decisive per la classifica del Giro d’Italia.
Volti, tifosi e commenti dal traguardo
Sul traguardo di corso Valparaiso sono transitati volti noti: l’ex campione Francesco Moser ha pedalato come testimonial, mentre nel villaggio del Giro E erano presenti icone del passato come Bugno e Chiappucci. Grande emozione ha suscitato anche la presenza di Vittorio Podestà, olimpionico dell’handbike, che ha osservato il tracciato e ha sottolineato come le ultime salite, in particolare Cogorno, possano fare selezione: per lui la conoscenza delle discese e delle salite locali può essere un fattore determinante per corridori come Raccagni Noviero.
Il peso della tradizione e il ruolo degli organizzatori
Dietro al disegno delle frazioni c’è il lavoro di chi studia i percorsi: Enzo Grenno, ideatore delle tappe liguri, ha ribadito l’obiettivo di valorizzare l’intera regione, toccando le quattro province e creando tracciati che siano interessanti dal punto di vista sportivo e paesaggistico. Con il ritorno del Giro in Liguria dopo due anni, i percorsi permetteranno di capire meglio i valori in campo, con la maglia rosa Afonso Eulalio e il suo inseguitore Jonas Vingegaard a pochi secondi di distanza nella generale.
Nel complesso, la giornata ha mescolato competizione, spettacolo e partecipazione popolare: dal tributo alle storie del passato all’entusiasmo per i giovani locali, con la possibilità concreta che una fuga ben gestita o un attacco nelle discese finali consegnino la vittoria a corridori resistenti e smaliziati. Il ritorno del Giro d’Italia a Chiavari è quindi un appuntamento che unisce la dimensione agonistica a quella di festa cittadina.