Nel mese di ottobre 2025 l’azienda di trasporto pubblico di Genova, Amt, ha avviato un percorso di composizione negoziata per affrontare una crisi finanziaria profonda. Dopo mesi di mediazione, il 23 ottobre 2026 l’amministrazione comunale ha comunicato che le trattative con i creditori sono state concluse, garantendo la maggioranza richiesta dalla legge per chiedere l’omologa del piano di risanamento.
Le tappe decisive dal 21 ottobre al 23 ottobre
Il mercoledì 21 ottobre (anno 2025) scadevano le misure protettive concesse dal Tribunale di Genova a Amt. Lo stesso giorno il giudice ha concesso una proroga di 15 giorni, offrendole un margine prezioso per definire gli accordi con i creditori. Nella serata, il vicesindaco Alessandro Terrile ha dichiarato: «Abbiamo chiuso, entro domani porteremo tutto in Tribunale». Questa affermazione è stata successivamente contraddetta quando, a seguito della proroga, Terrile ha commentato: «Non ne so niente, ma non ci servono».
Le dichiarazioni contraddittorie della giunta
Il giovedì 22 ottobre l’assessore alla Mobilità, Emilio Robotti, ha annunziato: «È stata depositata l’istanza per omologare il piano, è stato raggiunto l’accordo con i creditori». Tuttavia, nella nota ufficiale del 23 ottobre l’azienda ha precisato che il ricorso non è ancora stato presentato al tribunale, poiché resta da completare l’attestazione del piano da parte del professionista indipendente e la riconoscenza notarile, operazioni previste entro lunedì.
Il ruolo di Giovanni Mottura nella composizione negoziata
Alla guida del processo di negoziazione c’è Giovanni Mottura, esperto della composizione negoziata, affiancato da un team di consulenti finanziari e legali. Il loro operato ha permesso di ottenere il consenso di un numero di creditori sufficiente a raggiungere la soglia di maggioranza prevista dalla normativa, un passaggio obbligatorio prima di poter chiedere al Tribunale di Genova l’omologa.
Prossimi step: dal deposito all’omologa
Secondo quanto comunicato da Amt e dal Comune di Genova, il ricorso per l’omologa sarà depositato “nei primi giorni della prossima settimana”, appena saranno allegati alla domanda la certificazione dell’esperto indipendente e il verbale notarile. Una volta presentato, il tribunale avrà la facoltà di valutare il piano, che mira a garantire la continuità aziendale, tutelare i posti di lavoro e assicurare un servizio pubblico sostenibile.
Obiettivi strategici del salvataggio di Amt
Il progetto di risanamento, avviato nell’ottobre 2025, ha tre finalità principali: preservare la continuità operativa dell’azienda, salvaguardare i lavoratori e mantenere per la città un trasporto pubblico efficiente e rispettoso dell’ambiente. Le parti coinvolte hanno sottolineato che il raggiungimento della maggioranza dei creditori rappresenta solo un traguardo intermedio; il successo definitivo dipenderà dall’omologa giudiziale e dalla corretta attuazione del piano finanziario.
La conclusione delle trattative con i creditori segna una svolta cruciale, ma il cammino verso la completa ripresa di Amt è ancora in corso, con il deposito del ricorso al tribunale che rappresenta il prossimo ostacolo da superare.



