Il lungomare di Camogli, che collega piazza Colombo al faro sulla punta della diga, è da tempo una delle mete preferite nei weekend di sole. Famiglie, mamme con carrozzine e bambini corretevanti lo attraversano quotidianamente, creando un mix vivace di residenti e turisti. Tuttavia, la semplice passeggiata è stata interrotta da una serie di cancellotti metallici installati in corrispondenza di alcuni sbarramenti verso il mare.
Le barriere sul molo: origine e motivazione dell’ammiraglio Angrisano
Quando l’allora comandante della marina, ammiraglio Felicio Angrisano, aveva la responsabilità di vigilare sul porto, decise di introdurre piccoli cancelli nelle aperture tra il molo e la banchina. La motivazione esplicitata fu la sicurezza dei fruitori, per evitare cadute accidentali da zone di passaggio difficili. L’intervento, effettuato senza una più ampia consultazione pubblica, ha suscitato dubbi su chi sia stato autorizzato a modificare un’area demaniale marittima.
Le decisioni amministrative: chi ha autorizzato i cancelli?
Le norme che regolano gli spazi demaniali prevedono che ogni variazione strutturale debba essere sottoposta a valutazione da parte dell’autorità competente. In questo caso, la Soprintendenza è citata come possibile ente autorizzatore, ma non risulta chiaro se abbia effettivamente rilasciato il via libera. La mancanza di documentazione pubblica ha alimentato discussioni tra residenti, che chiedono trasparenza su chi abbia concesso il restringimento della zona marittima.
Responsabilità in caso di incidenti: chi risponde se qualcuno cade?
Un’eventuale caduta dal molo verso la banchina solleva questioni di responsabilità legale. Se una persona dovesse infortunarsi a causa di un dehors non adeguatamente segnalato, la risposta potrebbe ricadere sull’ente che ha autorizzato le opere, sull’amministrazione comunale o sull’ufficio marittimo. Le normative vigenti indicano che la responsabilità civile è attribuita a chi ha effettuato modifiche senza i necessari permessi, ma la situazione rimane ancora oggetto di dibattito tra le parti interessate.
Nel frattempo, i cittadini continuano a utilizzare il molo, talvolta aggirando i cancelli o evitando intere sezioni. Il dibattito pubblico è diventato un punto di riferimento per comprendere come la gestione di spazi pubblici debba bilanciare sicurezza e accessibilità, soprattutto in luoghi di grande afflusso come quello di Camogli.



