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Concerto recitato l’ultimo arrivato: Pasino e Li Volsi in scena a Sala Mercato

Una serata tra canzoni e racconti: Pier Luigi Pasino e Paolo Li Volsi propongono 'L'ultimo arrivato', un viaggio tra ironia e malinconia in chiave teatro canzone

Concerto recitato l’ultimo arrivato: Pasino e Li Volsi in scena a Sala Mercato

Da venerdì 22 a sabato 30 maggio 2026, la Sala Mercato ospita L’ultimo arrivato, un progetto che unisce musica e teatro firmato da Pier Luigi Pasino e Paolo Li Volsi. Sul palco si alternano brani del repertorio di Pasino, pezzi inediti e racconti che sfiorano l’autobiografico, il tutto confezionato come un concerto recitato in cui due chitarre e due voci danno forma a personaggi, atmosfere e piccoli colpi di scena. La formula riprende la tradizione del teatro canzone, ma la rilegge con un linguaggio contemporaneo e un tono che oscilla tra l’ironia e la tenerezza.

Il progetto e il linguaggio dello spettacolo

Il nucleo di L’ultimo arrivato è un felice equilibrio tra musica e parola: le canzoni non sono semplici intermezzi ma tessere narrative che dialogano con i monologhi. Le composizioni di Pier Luigi Pasino, alcune note al pubblico e altre presentate per la prima volta, si intrecciano a racconti scritti e interpretati dallo stesso duo. Questa struttura trasforma il concerto in uno spazio scenico ibrido, dove il concerto unplugged convive con la scena teatrale e dove ogni episodio è un piccolo affresco di vita, osservato dal punto di vista dell’ultimo arrivato.

Formati e registri

Lo spettacolo spazia fra registri diversi: dal ritmo del cabaret alle maschere della commedia dell’arte, passando per l’immediatezza della stand up. Questo continuo cambio di tono permette agli interpreti di moltiplicare le voci e le prospettive, restituendo al pubblico un’esperienza che è insieme musicale, comica e riflessiva. La regia di Aleph Viola guida la scena con delicatezza, valorizzando la dimensione umana delle storie senza smorzarne l’ironia.

I temi al centro dello spettacolo

Al centro c’è la figura dell’ultimo arrivato, intesa non come stigma ma come punto di osservazione alternativo: chi si sente fuori passo impara a osservare la realtà con curiosità e creatività. Attraverso episodi che toccano adolescenza, età adulta, perdite e rinascite, lo spettacolo costruisce un percorso emotivo fatto di piccoli fallimenti e di possibili riscatti. I racconti, talvolta autobiografici e talvolta inventati, traducono le fragilità in musica e parola, instaurando un dialogo diretto con chi ascolta.

Come si costruisce il racconto scenico

La scena è essenziale: due chitarre, due voci e pochi elementi scenici bastano per evocare una galleria di personaggi. Gli interpreti si muovono fra canzoni note e brani nuovi, alternando momenti di comicità a pause più intime. Questo approccio rende lo spettacolo accessibile eppure stratificato, capace di parlare tanto a chi è avvezzo al cantautorato genovese quanto a un pubblico più giovane attratto dalla forma ibrida di teatro canzone.

Informazioni pratiche e logistica

Le repliche de L’ultimo arrivato si svolgono alla Sala Mercato con orari differenziati: gli spettacoli iniziano alle 20.30 il venerdì, il martedì e il mercoledì, e alle 19.30 il giovedì e il sabato. Per informazioni e prenotazioni è disponibile il numero 010 5342 720 e le e-mail teatro@teatronazionalegenova.it e biglietteria@teatronazionalegenova.it; dettagli e acquisto online su teatronazionalegenova.it. Inoltre, mercoledì 27 maggio è prevista una navetta andata e ritorno dal Teatro Ivo Chiesa, servizio gratuito grazie al sostegno di A.Se.F., prenotabile chiamando la biglietteria al 010 5342 400 (attivo dal martedì al sabato ore 10-13 e 15-18) o scrivendo a biglietteria@teatronazionalegenova.it.

Perché vale la pena vederlo

Lo spettacolo offre la possibilità di assistere a una performance che unisce la concretezza del racconto alla forza evocativa della canzone. Chi salirà in Sala Mercato troverà un duo che sa trasformare le difficoltà quotidiane in momenti di leggerezza e condivisione, dimostrando che stare in fondo alla fila può diventare un modo nuovo di guardare il mondo. Pier Luigi Pasino e Paolo Li Volsi invitano così il pubblico a ridere, riflettere e cantare insieme, in una formula che celebra il teatro canzone senza rinunciare a freschezza e ironia.

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