L’annuncio di una conferenza stampa per fare il punto sul primo anno di amministrazione del Comune di Genova ha acceso un acceso dibattito prima ancora che l’evento si svolgesse. L’incontro, fissato per l’11 giugno, è stato presentato con indicazioni operative che hanno introdotto limiti e procedure insolite rispetto alle consuete modalità locali: accrediti anticipati, la richiesta di indicare i temi delle domande e un tetto di due domande per testata.
Le misure hanno sollevato immediatamente critiche da parte di esponenti dell’opposizione e di colleghi giornalisti che hanno contestato l’opportunità di dover preannunciare i contenuti degli interventi. Di fronte alle reazioni, è intervenuto l’Ordine dei giornalisti della Liguria con un chiarimento sulla natura della richiesta e sul diritto di cronaca.
Regole pratiche per l’accesso e le modalità di intervento all’11 giugno
La nota di convocazione specificava che l’appuntamento, programmato dalle 10 alle 13 presso Palazzo Tursi, avrebbe visto la partecipazione della sindaca e dell’intera giunta comunale per un bilancio dopo dodici mesi di mandato. Tra le istruzioni operative figura l’obbligo di accreditarsi entro una scadenza prefissata e, nel modulo di iscrizione, di indicare le tematiche su cui si intendeva rivolgere le domande. Inoltre, la comunicazione riportava che ogni testata poteva porre un massimo di due quesiti e che gli argomenti dovevano riguardare esclusivamente l’amministrazione cittadina.
Secondo l’ufficio stampa del Comune, la richiesta di anticipare i temi non avrebbe limitato la libertà dei cronisti ma sarebbe servita a agevolare l’ordine dei lavoriin pratica, si sarebbe voluto concentrare il confronto su questioni di interesse cittadino e ottimizzare i tempi di un’assemblea dichiarata di tre ore. L’indicazione di un numero massimo di domande per testata è stata motivata come scelta organizzativa per permettere a più testate di intervenire.
Reazioni politiche e professionali: accuse, difese e il ruolo dell’Ordine
Le prescrizioni hanno suscitato forti reclami da parte di esponenti politici dell’opposizione, che hanno parlato di censura preventiva e di eccessiva selezione delle domande, soprattutto in relazione a eventuali quesiti sul futuro politico della sindaca e su temi nazionali a cui lei ha mostrato legami pubblici. Alcuni articoli d’opinione hanno paragonato la misura a pratiche di controllo del dibattito, ampliando il confronto sul rapporto tra istituzioni locali e informazione.
In questo clima, l’Ordine dei giornalisti della Liguria ha precisato che la sua partecipazione si era limitata a un consiglio richiesto dall’amministrazione per rispettare il lavoro delle redazioni e che, formalmente, nessun vincolo sull’autonomia delle domande è stato imposto. L’Ordine ha sottolineato che i colleghi restano liberi di porre quesiti su qualsiasi argomento ritenuto pertinente, chiarendo che la segnalazione preventiva dei temi era facoltativa e non vincolante.
Questioni pratiche sollevate dai cronisti
Tra i dubbi sollevati dai giornalisti emergono problemi concreti: cosa succede se due testate indicano lo stesso tema e viene trattato da un collega prima dell’altro? È ammesso cambiare argomento al momento? L’Ordine ha cercato di rassicurare spiegando che la procedura non dovrebbe impedire interventi imprevisti, ma la formulazione originale del vademecum comunale aveva generato confusione e sospetti sulla sua durezza.
Contesto e analogie con altri formati istituzionali
Alcuni osservatori hanno fatto notare che modelli simili di gestione degli accrediti e della scaletta si vedono in sedi governative dove motivi di sicurezza e organizzazione giustificano preregistrazioni e segnalazioni. Tuttavia, il confronto con quelle pratiche è stato giudicato poco calzante: Palazzo Tursi non è sede di governo nazionale e, storicamente, le conferenze stampa comunali non hanno adottato standard così rigidi. Per questo motivo la decisione è stata percepita come un’esperienza nuova nella relazione tra l’amministrazione cittadina e la stampa locale.
Nonostante le tensioni, la conferenza dell’11 giugno rimane un appuntamento atteso: dopo un anno di lavoro della giunta, i temi su cui discutere non mancano e molti giornalisti faranno domanda di partecipazione per provare a ottenere chiarimenti diretti dall’amministrazione. Resta aperto il confronto sul bilanciamento tra ordine dell’evento e libertà di cronaca, un nodo che potrebbe riemergere in futuri appuntamenti istituzionali.



