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Fondi e progetti per il Parco Alpi Liguri: sentieri, pascoli e resilienza climatica

Il Parco delle Alpi Liguri ottiene fondi per la manutenzione dei sentieri e si unisce al progetto transfrontaliero Terre Vive per migliorare la gestione idrica e contrastare il dissesto

Fondi e progetti per il Parco Alpi Liguri: sentieri, pascoli e resilienza climatica

Il Parco naturale regionale delle Alpi Liguri ha annunciato nuove risorse e iniziative volte a sostenere il territorio montano: il consiglio di amministrazione dell’ente, riunito il 22 maggio 2026, ha approvato un pacchetto di provvedimenti orientati alla cura della sentieristica e alla resilienza ambientale. Tra le misure spicca lo stanziamento di 50.000 euro destinati ai Comuni per interventi sulla rete escursionistica, che si sommano ai 80.000 euro ottenuti tramite il bando forestale regionale. Queste somme sono pensate per essere impiegate in sinergia con le amministrazioni locali, con l’obiettivo di pianificare manutenzioni, segnaletica e azioni di valorizzazione del comprensorio.

Il quadro del partenariato transfrontaliero

Nel solco della cooperazione tra Italia e Francia il parco ha dato il via alla candidatura del progetto Terre Vive nell’ambito di Interreg Alcotra. Il progetto, di natura transfrontaliera, coinvolge come capofila la Communauté d’Agglomération de la Riviera Française e prevede la partecipazione del Parc Naturel Régional des Préalpes d’Azur, della Provincia di Imperia e del Parco delle Alpi Liguri. Il valore complessivo sfiora i 2,2 milioni di euro, con una quota di circa 350.000 euro destinata al Parco delle Alpi Liguri; risorse che saranno concentrate sulle aree montane di Saccarello, Monte Frontè e San Bernardo di Mendatica.

Obiettivi e focus operativo

Il progetto si pone come priorità la resilienza climatica e la gestione sostenibile delle risorse in quota, conciliando pratiche tradizionali e infrastrutture naturali. Gli interventi previsti mirano alla mitigazione del rischio idrogeologico e al miglioramento della distribuzione delle risorse idriche per il bestiame e il pascolo; tra le azioni previste figurano la realizzazione e il recupero di abbeveratoi in pietra e il ripristino di elementi del paesaggio agrario che favoriscono la stabilità dei versanti e la biodiversità.

Manutenzione e valorizzazione della rete escursionistica

Le somme stanziate per i Comuni saranno utilizzate per interventi concreti sulla rete sentieristica, con azioni che comprendono il rifacimento dei tracciati storici, la messa in sicurezza dei percorsi e l’installazione di segnaletica adeguata. L’intento è di rilanciare il ruolo dei sentieri non solo come risorsa turistica, ma anche come infrastrutture agro‑silvo‑pastorali utili per la gestione degli alpeggi. Il progetto prevede inoltre attività di monitoraggio e di coinvolgimento delle comunità locali per assicurare che la manutenzione sia sostenibile nel tempo e integrata con le pratiche di allevamento tradizionale.

Interventi specifici sui percorsi

Tra i tratti che saranno interessati dai lavori c’è il sentiero che sale da San Bernardo di Mendatica verso le Case della Penna e Cima Garlenda, un percorso storico che collega alpeggi e pascoli. Gli interventi comprendono il consolidamento di tratti soggetti a erosione, il recupero dei vecchi muri a secco e la riapertura di mulattiere con criteri di compatibilità ambientale. Queste azioni intendono favorire un turismo escursionistico responsabile e la fruizione sicura degli ambienti montani, oltre a supportare le attività pastorali che tengono viva la rete dei pascoli d’alta quota.

Impatto atteso e prospettive

Secondo il presidente del parco, Alessandro Alessandri, costruire un partenariato su temi legati al cambiamento climatico significa intervenire con misure concrete per tutelare il territorio montano. Il progetto dovrebbe rendere più efficiente la gestione dei pascoli grazie a una rete capillare di punti d’acqua per le greggi e al recupero di percorsi storici; questi interventi, oltre a ridurre il rischio di dissesti, rafforzano la connettività tra comunità e promuovono un modello di sviluppo locale sostenibile. Il valore delle collaborazioni transfrontaliere è altresì sottolineato come leva per potenziare l’offerta turistica e i legami istituzionali tra le due sponde del confine.

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