La regione liguria ha stanziato 5 milioni di euro per promuovere l’occupazione e colmare il divario di competenze nel settore marittimo. Il finanziamento, inserito nel Programma Regionale Fse+ 2026-2027 si concretizza in un nuovo avviso pubblico rivolto agli organismi di formazione: l’obiettivo è realizzare percorsi integrati destinati a persone disoccupate e inattive.
I percorsi devono nascere dall’analisi dei fabbisogni delle imprese locali e combinare formazione teorica e misure pratiche per facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro. Il bando punta a sostenere la competitività delle imprese liguri e la crescita di un comparto riconosciuto come strategico per l’economia regionale.
Settori indicati per i percorsi formativi nella blue economy
Il provvedimento individua una serie di ambiti che ricevono priorità: portualitàcantieristica e manutenzione navaleturismo crocieristicopesca e acquacolturasubacquea e le professioni dell’indotto. Questi comparti sono considerati chiave per il mercato del lavoro locale e richiedono competenze tecniche specifiche, spesso difficili da reperire con l’offerta formativa tradizionale.
Finalità e impatto atteso
L’intento dichiarato è quello di ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, formando figure professionali immediatamente spendibili dalle aziende. Grazie al sostegno del Fondo Sociale Europeo la Regione sottolinea risultati già ottenuti: dal 2026 a oggi oltre 80mila liguri sono stati coinvolti nei progetti formativi promossi, di cui circa 30mila erano persone disoccupate o inattive. Questi numeri vengono richiamati come prova dell’efficacia degli interventi e come base per ampliare le iniziative con il nuovo bando.
Requisiti tecnici dei progetti e contenuti obbligatori
Ogni progetto dovrà essere costruito a partire da un’analisi puntuale dei fabbisogni professionali delle imprese coinvolte. In termini operativi i percorsi integrati devono prevedere obbligatoriamente un corso di formazione professionale con durata compresa tra 150 e 600 ore affiancato da almeno una misura pratica, come il tirocinio extracurriculare o servizi mirati all’incontro tra domanda e offerta per favorire l’assunzione.
Competenze aggiuntive e priorità programmatiche
Oltre alla formazione tecnica, i progetti possono includere moduli per il potenziamento delle competenze digitali e della lingua italiana per cittadini stranieri. Particolare attenzione sarà data a chi integrerà nei percorsi temi come la transizione ecologica la transizione digitale l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica in linea con le priorità del Programma Regionale Fse+.
Dichiarazioni dell’amministrazione regionale
Il vicepresidente e assessore alla Formazione della Regione Liguria, Simona Ferro, insieme all’assessore regionale alla Programmazione Fse, Marco Scajola, hanno illustrato la logica dell’intervento ricordando che il finanziamento conferma la volontà di rafforzare il collegamento fra formazione e mondo produttivo. Secondo gli assessori, il modello promosso punta sull’occupabilità delle persone, favorendo la nascita di competenze qualificate e immediatamente spendibili sul mercato del lavoro.
Nel commento ufficiale gli assessori rimarcano che il settore della Blue Economy “ha necessità ed esigenze specifiche ma può dare grandi opportunità” di lavoro sia ai giovani sia a chi ha perso occupazione o è rimasto inattivo dopo esperienze precedenti. L’argomentazione sottolinea il duplice scopo della misura: sostenere le imprese e creare sbocchi occupazionali per i partecipanti ai percorsi.
Gli organismi di formazione interessati dovranno presentare proposte coerenti con i criteri del bando, dimostrando il raccordo con le imprese del territorio e la capacità di attivare misure pratiche finalizzate all’inserimento lavorativo. Il bando rappresenta un’occasione per rendere strutturali competenze che rispondano alle esigenze concrete dell’economia del mare in Liguria.



