Sabato 10 ottobre la città di Genova è diventata il palcoscenico di una iniziativa globale dedicata alla pace. La terza edizione di “Un calcio alla guerra – Kick War Away”, organizzata dalla European Muslims League con il patrocinio della World Organization of States – International Parliament for Safety and Peace ha trasformato la giornata in un vero e proprio festival di sport, solidarietà e cultura.
Il torneo di calcio al campo San Desiderio
Il mattino è iniziato al campo sportivo San Desiderio dove è stato allestito un torneo internazionale. Tra le squadre in campo spiccavano la Polizia Locale di Genova la Squadra Internazionale dei Comuni e diverse rappresentanze di comunità religiose e culturali provenienti da più di una decina di paesi. Il calcio è stato scelto come linguaggio universale capace di abbattere barriere e generare rispetto reciproco, dimostrando che la competizione può coesistere con la cooperazione.
Partecipazione e spirito di squadra
Oltre a promuovere il valore sportivo, l’evento ha favorito l’incontro tra giovani di differenti origini, creando legami che, secondo gli organizzatori, potranno trasformarsi in reti di amicizia durature. Il fair play è stato ribadito più volte dagli arbitri, evidenziando come il rispetto dell’avversario sia la base di ogni dialogo costruttivo.
Marcia della Pace dal centro alla scena culturale
Nel pomeriggio, la Marcia della Pace ha preso il via da piazza Riccardo Rissotto, accompagnata dalla Banda di Bolzaneto. I partecipanti, costituiti da istituzioni, famiglie, associazioni e comunità religiose, hanno percorso le vie del centro fino al Teatro Rina e Gilberto Govi. Il percorso è stato simbolico: ogni passo rappresentava la volontà di camminare insieme verso un futuro privo di conflitti.
Symboli di unità e musica
Lungo il tragitto, suoni e canti hanno riecheggiato come richiamo al dialogo interculturale. L’atmosfera è stata resa più solenne dall’arrivo al teatro, dove la scena è stata allestita per la cerimonia conclusiva.
Premiazione “Costruttori di Pace 2026”
All’interno del teatro, la serata ha avuto luogo la consegna dei riconoscimenti “Costruttori di Pace 2026”. Tra gli ospiti internazionali spiccavano Mustafa Cerić Gran Muftì emerito della Bosnia ed Erzegovina, e il reverendo canonico Marco Baragli flautista alla corte di Re Carlo III. Il riconoscimento è stato inoltre consegnato al Primo Ministro della Malaysia ritirato da un diplomatico dell’ambasciata malese in Italia.
Messaggi dei protagonisti
La sindaca di Genova, Silvia Salis ha sottolineato che “la guerra sottrae ai più piccoli le cose più semplici: andare a scuola, ritrovarsi con gli amici, giocare all’aperto”. Ha ribadito la responsabilità collettiva di non accettare queste ingiustizie come inevitabili, evidenziando il ruolo dell’sport nella formazione di valori di rispetto e convivenza. Il presidente del Consiglio comunale, Claudio Villa ha evidenziato come le istituzioni debbano fungere da poli di incontro tra culture diverse. L’assessore alla Partecipazione, Davide Patrone ha lodato la forte partecipazione e l’impatto positivo del progetto sulla coesione sociale.
Infine, Enrico Vassallo consigliere delegato alla Tutela e sviluppo delle vallate, ha ricordato l’importanza dei territori locali nel consolidare la solidarietà e nel valorizzare i legami tra cittadini, associazioni e istituzioni.
La terza edizione di “Un calcio alla guerra” si conferma così un appuntamento internazionale capace di tradurre i valori della convivenza pacifica in azioni concrete, dimostrando che sport, cultura e dialogo possono davvero “calciare” via la guerra.



