Nel Salone di Rappresentanza di palazzo tursi a Genova si è svolta una cerimonia istituzionale per il riconoscimento di venti attività commerciali come componenti dell’Albo comunale. L’evento, tenutosi lunedì 19 ottobre ha visto la consegna delle targhe a otto botteghe storiche e a dodici locali di tradizione collocando il totale delle iscrizioni a quota 120.
La scelta di valorizzare queste imprese riflette un’attenzione istituzionale che combina aspetti culturali, economici e sociali: il riconoscimento non riguarda soltanto la longevità commerciale, ma anche la capacità di rappresentare la memoria dei quartieri e la qualità delle relazioni di prossimità.
Numeri e quadro istituzionale della cerimonia
Con i nuovi ingressi l’Albo comunale raggiunge complessivamente 120 attività suddivise in 75 botteghe storiche e 45 locali di tradizione. Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni coinvolte nella selezione e tutela di queste realtà: l’assessora comunale al Commercio, Artigianato, Tradizioni e Marketing territoriale Tiziana Beghin il presidente della Camera di Commercio di Genova Luigi Attanasio e il soprintendente della Soprintendenza Vincenzo Tiné. Il riconoscimento è stato formalizzato mediante la consegna di targhe nel contesto ufficiale del Comune di Genova.
Ruolo delle istituzioni nella selezione
La procedura di iscrizione all’Albo è frutto di un lavoro collegiale tra il Comune di Genova la Camera di Commercio e la Soprintendenza con il coinvolgimento del Ministero della Cultura. Tale meccanismo assicura che il riconoscimento sia ancorato a criteri condivisi che tengono conto del valore storico, architettonico e sociale delle attività, nonché della loro funzione economica dentro il tessuto urbano.
Dichiarazioni pubbliche e valore del riconoscimento
L’assessora Beghin ha sottolineato l’importanza del provvedimento per il mantenimento dell’identità cittadina, definendo l’azione amministrativa come un impegno volto alla tutela del patrimonio commerciale. In proposito ha dichiarato: «Un patrimonio prezioso da tutelare» rimarcando il ruolo delle botteghe come punti di riferimento dei quartieri e luoghi di incontro quotidiano.
Il presidente della Camera di Commercio, Attanasio, ha insistito sulla dimensione socio-economica del riconoscimento, mettendo in evidenza come il commercio di vicinato non solo fornisca servizi essenziali, ma sia custode di memorie e competenze. Nelle sue parole: «Il commercio di vicinato custodisce la memoria della città» richiamando anche l’importanza di accompagnare queste imprese nel percorso di rinnovamento e sostenibilità economica.
Prospettive di tutela e restauro
Il soprintendente Tiné ha richiamato l’attenzione sul fatto che molte botteghe possono ricadere in ambiti di tutela simili a quelli dei monumenti urbani e quindi beneficiare di attenzioni specifiche e di eventuali contributi per il restauro da parte del Ministero della Cultura. Questo approccio considera gli esercizi storici come beni culturali che contribuiscono in modo irripetibile alla memoria collettiva della città.
Nel complesso, la cerimonia a Palazzo Tursi ha ribadito la volontà di mantenere un continuum tra passato e futuro: attraverso l’iscrizione all’Albo, le realtà premiate entrano in un circuito che ne riconosce l’importanza culturale e che le mette nelle condizioni di conservare e, dove possibile, valorizzare arredi, insegne e specifiche competenze artigianali.
Selezione e numeri finali
La commissione che ha valutato le candidature comprende rappresentanti del Comune di Genova, della Camera di Commercio e della Soprintendenza, insieme alle organizzazioni di categoria. Il risultato delle valutazioni ha portato all’inserimento di otto botteghe e dodici locali, aggiornando il conteggio totale a 75 botteghe storiche e 45 locali di tradizione per un ammontare complessivo di 120 attività riconosciute dall’amministrazione comunale.
La cerimonia è stata



