30 ottobre 2026 ☀ 18°

Sciopero generale a La Spezia: manifestanti bloccano il Canaletto

Migliaia a La Spezia scendono in piazza per dire no al riarmo, al carovita e all’economia di guerra, bloccando il canale portuale.

Sciopero generale a La Spezia: manifestanti bloccano il Canaletto

Questa mattina la città di La Spezia è stata teatro di una manifestazione su larga scala, organizzata dai sindacati di base. Due cortei distinti hanno preso il via dal cuore della città: uno da piazza Brin e l’altro dalla zona antistante la Prefettura. L’obiettivo comune era quello di mettere in evidenza il dissenso verso il traffico di armi, la cosiddetta economia di guerra e l’aumento incontrollato del costo della vita.

I due cortei che hanno solcato le strade di La Spezia

Il primo gruppo si è messo in marcia dalla storica piazza Brin, centro nevralgico della vita cittadina, mentre il secondo ha lasciato il punto di raccolta dinanzi alla Prefettura. Entrambi gli avanzi hanno percorso le vie principali del centro, raccogliendo consensi e cartelli che denunciavano il riarmo militare e i prezzi alle stelle. Gli organizzatori, appartenenti ai sindacati di base, hanno dichiarato che lo sciopero è una risposta diretta al senso di impotenza dei lavoratori di fronte alle politiche di difesa nazionali.

Il ruolo delle organizzazioni sindacali

Secondo i responsabili delle mobilitazioni, la protesta è parte di un sciopero generale che interessa l’intera regione Liguria. La decisione di azionare i cittadini di La Spezia nasce dalla volontà di creare un fronte unico contro quello che considerano una crescente militarizzazione e una gestione economica che penalizza le fasce più deboli. Gli slogan sfoggiati lungo il percorso ribadivano il rifiuto al riarmo e al incremento dei prezzi, temi ricorrenti nei discorsi dei sindacati di base.

Il blocco del varco portuale del Canaletto

Giunti al porto, i manifestanti hanno circondato il varco conosciuto come il Canaletto, interrompendo temporaneamente il transito marittimo. Alcune migliaia di persone hanno occupato l’area, creando una barriera fisica che ha impedito l’accesso delle navi al bacino. L’azione è stata considerata simbolica: il porto di La Spezia è una delle porte d’ingresso più importanti per il commercio italiano, e il suo blocco, seppur breve, ha voluto sottolineare come il trafico di armi possa passare proprio per questi snodi logistici.

Reazioni delle autorità

Le forze dell’ordine hanno monitorato la situazione senza ricorrere a interventi violenti, limitandosi a garantire la sicurezza dei partecipanti e dei lavoratori portuali. Nonostante la tensione, non sono state segnalate aggressioni né danni materiali significativi. Le autorità locali hanno invitato i manifestanti a rispettare i tempi estremi della manifestazione, sottolineando la necessità di mantenere libero il traffico commerciale una volta conclusa la protesta.

Le parole di Jacopo Ricciardi e il messaggio politico

Presente al corteo spezzino, il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Jacopo Ricciardi, ha rivolto un appello accorato ai presenti. Ha sottolineato che «siamo in tante e tanti ovunque in Liguria allo sciopero generale dei sindacati di base per dire ‘no’ al riarmo e al carovita». Il suo intervento ha evidenziato la percezione di un governo che, a detta sua, «non affronta i problemi concreti del Paese» e che, invece di investire in sanità, lavoro e trasporti pubblici, preferisce destinare risorse al rinnovamento delle forze armate.

Ricciardi ha concluso con una critica sul ruolo dello Stato, affermando che la repressione delle proteste è l’unica “cosa” che il governo sembra sapere fare. Il messaggio è stato accolto con applausi dai partecipanti, che hanno ribadito la loro determinazione a continuare la lotta contro le politiche di spesa militare e contro il rincaro dei beni di prima necessità.

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