Venerdì 30 ottobre una giornata insolita si avvicina: il cielo di Genova è previsto caldo, ma l’atmosfera sarà segnata da una forte mobilitazione indetta dall’Unione Sindacale di Base (USB) contro il costo della vita e le politiche economiche del governo. Decine di città italiane parteciperanno a cortei, blocchi del traffico e astensioni dal lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato.
La particolarità di questa manifestazione è la decisione del ministero dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, di precettare la continuità del servizio su treni, autobus, aerei, taxi e navi. Nonostante l’ordine, il sindacato USB ha dichiarato che la sua protesta includerà anche i lavoratori del trasporto, accettando il rischio di sanzioni per chi si asterrà illegalmente. Questa scelta rende il panorama più complesso e alimenta l’incertezza su quanto effettivamente si fermerà.
Orari e punti di ritrovo nelle città più importanti
Il programma nazionale prevede cortei concentrati nella mattinata, con partenza intorno alle 9-10 e passaggi per le piazze principali, le stazioni ferroviarie o i varchi portuali. Di seguito gli appuntamenti già confermati:
- Roma: ore 10.30 in piazza dei Cinquecento.
- Milano: ore 10.00 in piazza Duca d’Aosta, di fronte alla stazione Centrale.
- Genova: ore 9.30 al varco Albertazzi, poi incontro alle 10.00 in piazza Acquaverde, davanti a Genova Piazza Principe.
- Bologna: ore 9.30 in piazza Maggiore.
- Napoli: ore 9.30 in piazza Mancini.
- Firenze: ore 10.00 in piazza Bambini e Bambine di Beslan.
- Palermo: ore 9.00 in piazza Politeama.
- Rimini: ore 9.00 in Arco d’Augusto.
- Padova: ore 8.00 alla stazione ferroviaria.
- Trieste: manifestazione nell’area portuale (orario da definire).
Tutte le città elencate hanno ricevuto indicazioni precise sui percorsi: i cortei si muoveranno principalmente lungo i principali assi viari, con la possibilità di bloccare temporaneamente la tangenziale o altre arterie extra-urbane. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere visibile la protesta senza provocare danni permanenti al centro cittadino.
Genova: dal varco Albertazzi alla Piazza Principe
A Genova la prima ondata parte alle 9.30 dal varco Albertazzi, punto di accesso al porto. Qui si radunano i lavoratori portuali, i primi a dare il segnale di astensione. Alle 10.00 il corteo si sposta verso piazza Acquaverde, di fronte alla stazione di Genova Piazza Principe, dove si uniranno le altre categorie. Verso mezzogiorno i due gruppi dovrebbero convergere per avviare una marcia lungo le vie del centro, con possibili fermate del traffico miste a presidi di cittadini e studenti.
Le richieste alla base del movimento
Il cuore della protesta è il costo della vita e le politiche che il sindacato definisce un’«economia di guerra». Tra le pretese principali troviamo il ripristino della scala mobile per gli stipendi, la riduzione dell’IVA su beni di prima necessità, il blocco dei prezzi dei generi alimentari e l’allentamento delle bollette energetiche, degli affitti e dei mutui. USB chiede inoltre un riallocamento delle risorse pubbliche dal settore della difesa verso il welfare, affermando che la guerra in Ucraina sta drenando fondi destinati ai salari e ai servizi sociali.
Le rivendicazioni sono state presentate come un unico pacchetto, con l’obiettivo di influenzare il dibattito parlamentare prima della fine dell’anno fiscale. Organizzazioni studentesche e collettivi sociali hanno aggiunto alla lista richieste specifiche per il diritto allo studio, con occupazioni di aule universitarie in città come Milano (Bicocca) e Napoli.
Precettazione dei trasporti e possibili sanzioni
Il ministero dei Trasporti ha emesso un ordine di continuità del servizio per il 30 ottobre, citando la normativa che vieta scioperi entro due giorni da una festività nazionale (la commemorazione dei defunti del 2 novembre). USB ha contestato la legittimità di tale norma, sostenendo che la precettazione viola il diritto di sciopero sancito dalla Costituzione.
Nel caso in cui i dipendenti dei trasporti dovessero aderire allo sciopero, il decreto prevede multe fino a 5.000 euro per ogni dipendente e sanzioni amministrative per le aziende. Nonostante queste pressioni, numerosi sindacati di categoria hanno dichiarato la propria disponibilità a partecipare alla protesta, creando così il rischio di un alto numero di fermate non pianificate. Le autorità locali, guidate dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, hanno già predisposto un “articolato dispositivo” di ordine pubblico per monitorare eventuali disordini e garantire la sicurezza dei manifestanti e dei cittadini.



