Il 29 ottobre 2026, durante gli Stati Generali della Logistica a Genova, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha delineato la road map delle grandi opere che interesseranno il Nord-Ovest. Al centro dell’intervento la previsione di trasformare il collegamento ferroviario tra Milano e Genova, passando dall’ora e mezza odierna a una percorrenza stimata di 50-55 minuti grazie al completamento del Terzo Valico.
All’incontro erano presenti anche i presidenti regionali di Liguria, Lombardia e Piemonte, che hanno rilanciato iniziative di coordinamento territoriale. Nel discorso il ministro ha toccato temi concreti come cantieri, retroporti, la nuova Diga di Genova e i vincoli economici che impattano sui costi delle opere.
Stato dei lavori del Terzo Valico e scadenze
Il ministro ha affermato che il progetto del Terzo Valico ha raggiunto il 97% degli scavi e che l’obiettivo è di completare e attivare le parti rimaste «a cavallo tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028». Questo traguardo, se confermato, comporterà una riduzione sostanziale dei tempi di percorrenza tra le due città: secondo quanto dichiarato, il tempo di viaggio dovrebbe abbassarsi a circa 50-55 minuti, modificando flussi pendolari e logistici nel bacino del Nord-Ovest.
Implicazioni per mobilità e insediamenti
Il cambiamento infrastrutturale è stato descritto non solo come un vantaggio per il traffico merci ma anche come un elemento capace di incidere sulle scelte abitative. Il ministro ha ipotizzato che lavoratori che oggi abitano in zone come la Brianza o Pavia potrebbero valutare nuove opzioni residenziali grazie ai tempi di spostamento ridotti, citando in tono illustrativo la possibilità di spostarsi da Milano alla Liguria in giornata per motivi sia professionali che di svago.
Cantieri nella regione e interventi specifici
Oltre al Terzo Valico, l’intervento ministeriale ha elencato altre opere rilevanti: la costruzione della Diga di Genova, investimenti sul sistema retroportuale nel basso Piemonte e cantieri ad Alessandria che, secondo quanto riportato, valgono oltre 300 milioni di euro per il potenziamento dello scalo ferroviario e la sua funzione di retroporto per i porti liguri. Le opere citate sono presentate come componenti di un sistema integrato che va dalla ferrovia ai terminal portuali.
Rete di collegamenti europei
Nel panorama più ampio sono stati richiamati i grandi assi internazionali: dalla Tav Torino-Lione — con un target operativo indicato verso il 2033 per ridurre i tempi di percorrenza tra le due città — al Tunnel del Brennero, descritto come prossimo al completamento degli scavi (96% dell’opera scavata). Questi riferimenti sono stati usati per collocare il potenziamento ligure-piemontese-lombardo in un contesto di integrazione europea delle infrastrutture.
Costi, vincoli e ricadute economiche
Nel suo intervento il ministro ha sollevato criticità sul fronte dei costi: l’aumento dei prezzi di materie prime e energia, insieme a vincoli regolatori europei, è stato indicato come fattore che incide sui preventivi. A titolo d’esempio è stato ricordato che il rincaro del bitume e del cemento può far lievitare il costo di opere locali, trasformando progetti da 200mila euro in impegni da 300mila euro. Il tema è stato usato per sottolineare la necessità di sostenere le imprese e mantenere competitività produttiva nella filiera delle costruzioni.
Il ministro ha inoltre ringraziato gli amministratori locali per il contributo alla pianificazione e ha parlato della possibilità di prevedere risorse aggiuntive nella legge di bilancio, riferendosi alle esigenze specifiche della Liguria, regione caratterizzata da una geografia complessa e da numerosi viadotti e gallerie che richiedono manutenzione e investimenti continui.
Nel complesso, l’intervento del 29 ottobre 2026 ha messo in evidenza una visione che unisce interventi infrastrutturali su più fronti: completamento dei grandi corridoi, rafforzamento dei retroporti e gestione dei costi indotti dal contesto economico e regolatorio. Le promesse di tempi stringenti per il Terzo Valico rimangono l’elemento di maggiore impatto operativo e simbolico sulle strategie di mobilità e sviluppo del Nord-Ovest.



