Il sindaco di Imperia, Claudio Scajola, è stato posto al centro di un procedimento penale per interruzione di pubblico servizio. La vicenda risale al 6 novembre 2023, giorno in cui le autorità locali hanno avviato la rimozione forzata di alcuni scooter parcheggiati lungo una via interessata da un’ordinanza di divieto di sosta, predisposta per ospitare una manifestazione pubblica.
Secondo le ricostruzioni fornite dalla Procura di Imperia, Scajola si sarebbe avvicinato agli agenti della polizia locale al momento dell’intervento, chiedendo di sospendere temporaneamente le rimozioni. Il sindaco ha sostenuto che sulla stessa carreggiata non fossero previsti stand per l’evento e che, qualora i veicoli avessero poi creato intralcioni, la rimozione sarebbe comunque avvenuta.
Dettagli dell’intervento del 6 novembre
Durante l’incontro, Scajola ha precisato di non aver mai pronunciato l’espressione “strappate quei verbali”, né di aver richiesto la cancellazione delle multe già emesse. Il suo discorso è stato sintetizzato nella frase: “Ho dato un ordine a voce di non rimuoverli fino a più tardi, riservandoci di intervenire”. L’obiettivo dichiarato era di valutare, in un secondo momento, se gli scooter avessero realmente ostacolato lo svolgimento della manifestazione.
Reazioni degli agenti e coinvolgimento dell’ufficiale di giornata
Dopo aver ricevuto la direttiva del sindaco, gli agenti della Polizia locale hanno contattato l’ufficiale di giornata, il quale ha risposto: “Certo, dovete obbedire al sindaco”. Tale risposta ha fatto scattare l’indagine anche nei confronti dell’ufficiale, considerato complice della presunta violazione dell’ordine di rimozione. L’ufficiale, infatti, risulterebbe coindagato insieme a Scajola per aver favorito l’interruzione del servizio di rimozione.
Procedimenti legali e dichiarazioni di Scajola
Il sindaco è stato convocato come persona sottoposta a indagine per il 19 novembre. In una nota rilasciata allo stesso tempo, Scajola ha dichiarato la sua disponibilità a collaborare con il pubblico ministero e gli investigatori, promettendo di contribuire a una ricostruzione “corretta e compiuta” dei fatti. Ha inoltre espresso un forte dissenso verso il sistema giudiziario, definendolo “una profonda ingiustizia” e “una vergogna di un rito che lo porta a definirlo ancora una volta indagato seriale e prediletto”.
Le accuse di interruzione di pubblico servizio e la presenza dell’ufficiale di giornata nella stessa inchiesta evidenziano la delicatezza del caso, che mette in luce i limiti delle competenze del sindaco rispetto alle deleghe conferite alla Polizia locale. La vicenda resta in evoluzione, con ulteriori approfondimenti attesi a seguito dell’interrogatorio del 19 novembre.



