Il 23 ottobre è stata scoperta una bomba americana risalente al 1944 sul cassone C32 della nuova diga foranea in costruzione nel porto di Genova. L’ordigno, del peso di circa 230 kg, è emerso durante le verifiche finali del riempimento del cassone, facendo subito intervenire la capitaneria di porto e la procura competente.
L’incidente si è verificato nell’area di dragaggio lungo il canale di Sampierdarena, a poca distanza dal terminal Bettolo, dove i lavori mirano ad approfondire il fondale per consentire il transito di navi con pescaggio più elevato. La draga preleva i sedimenti, li trasporta nella propria stiva e li utilizza per riempire i cassoni di calcestruzzo che costituiscono la struttura della diga.
Come l’ordigno è finito nel cassone C32
Secondo le ricostruzioni fornite dalla capitaneria, il materiale dragato viene prima scrutinato con sonar e robot dotati di rilevatori metallici. In quella zona, i controlli non hanno evidenziato presenze sospette, perché il fondale è prevalentemente costituito da fanghiglia, un substrato facilmente soggetto a spostamenti e cedimenti.
Procedura di dragaggio e deposito nei cassoni
Gli esperti ipotizzano che la benna della draga possa aver scesso di qualche decina di centimetri oltre la profondità prevista, provocando un crollo laterale delle pareti dello scavo. Un ordigno sepolto nei sedimenti circostanti sarebbe stato così liberato e trascinato nella benna insieme al fango. Quando la draga ha ripreso le operazioni nello stesso punto, la bomba è stata versata nel cassone C32 senza essere riconosciuta dai sistemi di controllo, finendo sulla sommità del contenitore.
Indagini, ipotesi tecniche e operazioni di bonifica
Il fascicolo investigativo, di 17 pagine, è stato affidato al pubblico ministero Andrea Ranalli, responsabile del pool per i reati ambientali. Le autorità hanno escluso fin da subito la pista di un attentato, poiché non emergono elementi che indichino una finalità dolosa.
Esclusione dell’attentato e prossimo smaltimento
L’ordigno, ancora carico di esplosivo ma privo di detonatori, sarà trasportato a oltre un miglio dalla costa e brillato in mare aperto entro il 5 novembre, compatibilmente con le condizioni meteo-marine. Nel frattempo, la capitaneria ha interdetto un raggio di 400 metri attorno al cassone, vietando la navigazione e qualsiasi altra attività nell’area. Una volta completata la bonifica, i lavori di riempimento potranno riprendere, poiché l’interruzione è limitata all’unica zona interessata.



