L’idea di restituire suono a un luogo storico di Milano ha preso forma grazie a un’iniziativa privata che unisce studio legale, associazione culturale e comunità locale. L’Oratorio dei Canonici di San Sigismondo, parte del complesso della Basilica di Sant’Ambrogio e silenzioso da anni per l’assenza dello strumento, è al centro di una campagna per l’acquisto e l’installazione di un nuovo organo che ne riattivi la funzione liturgica e concertistica. Il progetto prevede una raccolta fondi con un obiettivo minimo di 15.000 euro e ha preso il via con un concerto inaugurale di musica da camera che ha voluto ringraziare i primi donatori e sostenitori.
La campagna per il nuovo organo e il concerto inaugurale
La promozione della raccolta fondi è curata da uno studio legale che ha coinvolto i propri cofondatori insieme all’Associazione culturale Corte Sconta. L’obiettivo economico, le modalità di raccolta e il coinvolgimento di imprese e cittadini sono già stati messi nero su bianco: donazioni private, sponsorizzazioni aziendali, contributi pubblici e campagne di crowdfunding confluiranno in un conto comune dedicato al progetto. Per segnare l’avvio del percorso, si è tenuto un concerto nel piccolo oratorio che ha messo al centro un quartetto d’archi; l’evento ha funzionato sia da momento musicale sia da occasione di presentazione del progetto alla comunità locale.
Lo strumento scelto: Domus 6
Il modello selezionato per lo spazio è un organo Domus 6, pensato per spazi raccolti ma con funzionalità moderne: lo strumento integra due altoparlanti e prevede la possibilità di gestione audio e collegamento a impianti di amplificazione esterni. Questa scelta tecnico-pratica risponde a due esigenze concrete: conservare la dimensione liturgica e acustica dell’oratorio e garantire la fruizione in contesti concertistici o multimediali. L’inaugurazione del nuovo organo è programmata per gennaio 2027, un appuntamento che si propone di rilanciare l’uso musicale e culturale dell’ambiente, valorizzandone la memoria religiosa e artistica di oltre mille anni.
Concerti cameristici e omaggi: tre appuntamenti che raccontano la musica
Accanto alla campagna per l’organo, la scena musicale legata al progetto e ad altre realtà culturali ha continuato a offrirsi al pubblico con serate dedicate al repertorio classico e al cinema. Un quartetto ha aperto ufficialmente il percorso nell’oratorio con pagine che richiamano Mozart e un giovane Beethoven, mentre altrove, in sale storiche e caffè culturali, si sono svolte rassegne che mettono a confronto le radici della musica europea con i temi del Novecento e del cinema.
Dialogo di archi a Bosco Marengo
Nella Sala Gorbaciov del Complesso di Santa Croce a Bosco Marengo si è svolto un concerto intitolato «Arte nell’Arte» con il violinista Roberto Mazzola e il violoncellista Giulio Glavina. Il programma ha spaziato da Bach a Händel, passando per Vivaldi, Paganini, Glière e Massenet, costruendo un percorso in cui i due strumenti instaurano un vero dialogo cameristico. I musicisti, affermati in ambito orchestrale e solistico, hanno alternato brani noti e rarità, illustrando al pubblico la continuità tra tecnica, espressività e storia interpretativa.
Omaggio a Ennio Morricone a Pieve di Cadore
Un diverso registro ha caratterizzato il concerto tenuto al Gran Caffè Tiziano di Pieve di Cadore, dove la Piccola Orchestra Veneta ha proposto «Aperitivo in musica – Omaggio a Ennio Morricone». In formazione da camera, violino, chitarra e violoncello hanno riletto colonne sonore celebri, da C’era una volta il West a Nuovo Cinema Paradiso, dimostrando come la scrittura originale di Morricone mantenga intatta la forza emotiva anche in arrangiamenti ridotti. L’evento del 23 ottobre ha inaugurato un nuovo ciclo concertistico promosso dall’Associazione Musicale Toti Dal Monte nel Bellunese, con l’intento di avvicinare il pubblico locale a proposte musicali di qualità.
La somma di queste iniziative — la campagna per l’organo nell’Oratorio di San Sigismondo, i concerti cameristici in sale storiche e gli omaggi al cinema musicale — delinea uno sforzo corale per mettere la musica al centro della vita culturale di comunità diverse. Dietro a ogni evento ci sono progetti concreti, strumenti tecnici scelti per le caratteristiche degli spazi e una rete di persone e associazioni che lavorano per trasformare spazi «silenziosi» in luoghi di ascolto e memoria.



